, sguardi lanciafiamme corrono come saette sulla tavola rossa di Natale, l’impeto ribelle e l’adorabile sfrontatezza della gioventù attraversano la cena . Ecco con questa frase mia figlia mi frega, lo fa sempre e lo sa che mi frega ogni volta, perché sì, insomma, l’aria volutamente delusa con cui mi osserva è un richiamo irresistibile a riconsiderare la questione. La mia “colpa” è aver sostenuto tra un pandoro e un amaro toscano che l’esclusione del cantante trapper Tony Effe dal concerto di Capodanno a Roma mi sembrava assolutamente condivisibile. La notizia ovviamente se ne è andata in giro su ogni media e angolo di strada alimentando il chiacchiericcio intellettual-politico natalizio. La sua esclusione, inoltre, ha generato uno tsunami di critiche dal mondo della musica, solidarietà all’artista, rinunce alla partecipazione al concerto e così via…