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NATALE CON TONY EFFE

NATALE CON TONY EFFE

<<Mamma stiamo parlando di CENSURA ed è inaccettabile!>>, sguardi lanciafiamme corrono come saette sulla tavola rossa di Natale, l’impeto ribelle e l’adorabile sfrontatezza della gioventù attraversano la cena <<…e poi proprio da te non me l’aspettavo!>>. Ecco con questa frase mia figlia mi frega, lo fa sempre e lo sa che mi frega ogni volta, perché sì, insomma, l’aria volutamente delusa con cui mi osserva è un richiamo irresistibile a riconsiderare la questione. La mia “colpa” è aver sostenuto tra un pandoro e un amaro toscano che l’esclusione del cantante trapper Tony Effe dal concerto di Capodanno a Roma mi sembrava assolutamente condivisibile. La notizia ovviamente se ne è andata in giro su ogni media e angolo di strada alimentando il chiacchiericcio intellettual-politico natalizio. La sua esclusione, inoltre, ha generato uno tsunami di critiche dal mondo della musica, solidarietà all’artista, rinunce alla partecipazione al concerto e così via…

Ma del resto che ci posso fare? Alcuni testi di questo cantante mi provocano una reazione allergica, parole vomitate a descrivere una modalità di relazione uomo-donna di una violenza e di una bassezza infinita e non tanto perché rappresentano (propongono? Raccontano?) una realtà squallida ma perché non c’è in questa rappresentazione nessuna bellezza, nessuna ricerca. E poi la CENSURA….L’ARTE….mi sembrano proprio dei paroloni. Vabbè torniamo alla nostra tavola. Ci sono tre generazioni e il Natale si accende come le lucine dell’albero.<<Lui racconta quello che vede e che vive, non è quello che racconta!>>, la palla passa al settore gioventù maschile, lato est del tavolo, << allora bisognerebbe censurare anche Kubrick, Scorsese, Vasco Rossi ecc…>>.

Risponde la saggezza della vecchia scuola al lato nord: << Quando sei un artista hai un’immagine pubblica e hai delle responsabilità in quello che proponi. Pensa a tutti gli adolescenti che lo ascoltano, ma che immagine di sessualità c’è nelle sue canzoni? Tossica, vetero patriarcale, per stupro!>>

<< A nonnaaaa….>>, insorge tutta l’ala giovanile <<ma non è che i giovani sono tutti stupidi  e se qualcuno non è in grado di distinguere tra un prodotto più o meno artistico e la realtà ha qualche problema! È come dire che quel ragazzo americano che nel 2012 ha ucciso 12 persone vestito da Joker lo ha fatto per colpa del film e non perché era matto!>>

Mi viene da sorridere, perché sì ,in fondo penso che anche Catullo dava della pompinara a Lesbia quando lo aveva tradito o minacciava di punire con il suo membro i suoi detrattori ma noi lo leggiamo ancora oggi a distanza di secoli e il suo Odi et Amo ci continua ad emozionare….però certo tra Tony Effe e Catullo c’è un abisso…Bo…i pensieri si intrecciano come i resti delle noccioline e le bucce dei mandarini . Finalmente interviene la generazione di mezzo, la zia , sorellanza in modalità ancora di salvezza: << A me francamente non interessa molto quello che questo trapper scrive o se partecipa o meno al concerto di Capodanno. Mi colpisce tutto il rumore dei colleghi artisti che oggi gridano alla censura. Ma dove erano quando l’intervista al cantante Ghali era stata censurata perché nel suo slogan Stop al genocidio, presentato salendo sul palco al Festival di Sanremo, non aveva condannato apertamente l’attentato di Hamas del 7 ottobre? Ecco, secondo me questa è la vera censura>>.

Applauso della tavolata…mi sa che hai proprio ragione sorellina, tanto rumore per nulla e un silenzio assordante per tutto il resto.

Sara Lazzaro

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