L-5,-S-1. Colpita e affondata.
Più o meno è andata così.
Mi ricordo di una partita giocata in seconda media, primo piano, ultima classe in fondo al corridoio, penultimo banco color acquamarina, spalle al muro tra una scritta “Gianmarco III F ti amo” ed un “Forza Roma”, foglietto stretto stretto tra le mani messe a semicerchio per non far vedere nulla ad Emanuele di fronte a me e invece…tac! Colpita! Eppure avevo studiato come disporre le navi, le grandi non attaccate a quelle piccole, un po’ in orizzontale e un po’ invece seguendo la verticale, nulla tutto inutile. Chi hai di fronte ti guarda e dice la sequenza esatta per colpire o affondare o tutte e due, neanche gliel’avessi suggerita tu stessa.