BATTAGLIA NAVALE 2.0
L-5,-S-1. Colpita e affondata.
Più o meno è andata così.
Mi ricordo di una partita giocata in seconda media, primo piano, ultima classe in fondo al corridoio, penultimo banco color acquamarina, spalle al muro tra una scritta “Gianmarco III F ti amo” ed un “Forza Roma”, foglietto stretto stretto tra le mani messe a semicerchio per non far vedere nulla ad Emanuele di fronte a me e invece…tac! Colpita! Eppure avevo studiato come disporre le navi, le grandi non attaccate a quelle piccole, un po’ in orizzontale e un po’ invece seguendo la verticale, nulla tutto inutile. Chi hai di fronte ti guarda e dice la sequenza esatta per colpire o affondare o tutte e due, neanche gliel’avessi suggerita tu stessa.
Mi è venuta in mente questa scena quando ad un certo punto sono crollata su L-5, S-1, mi è venuta in mente perché per crollare così, il foglietto con le caselle annerite non l’hai disegnato e poi con sicurezza richiuso tra le mani, ma lo devi aver stropicciato talmente per la paura di perderlo o di affondare, che le coordinate si sono trasferite sulla mano e quando l’hai aperta le hanno viste tutti e tu a bocca aperta, sbalordita, non ti sei accorta, non hai sentito quell’inchiostro trasferirsi sulla pelle e allora hai detto “ma come avete fatto ad affondarmi?”
Quante volte si affonda perché le coordinate sono cosi ben scritte, tipo la firma di Delacroix nella Libertà che guida il popolo, basta sapere dove guardare.
Che poi, sono le mani a scrivere le precise coordinate della nave più segreta o è l’inchiostro delle coordinate che traspare e prende forma e colore come una polaroid appena scattata? È la mente che cade e con lei crolla il corpo o è il corpo a cedere in quel preciso punto per mancanza di cura?
Che poi, come si può scindere qualcosa che è inscindibile.
A volte puó essere pericoloso addurre i motivi di una malattia del corpo a movimenti, “coordinate della mente”, del pensiero, e quindi via libera ai controlli, alle analisi, agli approfondimenti diagnostici come dicono quelli bravi. Ed è bene sia così, è indispensabile. Ma capita che i medici, ad esempio tanti di quelli che sono stati lì a trovare soluzioni per quel mio crollo improvviso mica me (anzi se) lo sono spiegati solo con le prove di laboratorio. “Sei giovane, normopeso, a vederti non si spiega come tu faccia ad avere questa colonna, sembra tu abbia fatto i lavori forzati.” Concause. Una delle più quotate lo stress (originale, davvero), predisposizione genetica (a casa tutti bene?) o epigenetica per i più al passo con i tempi (evidentemente mi si è modificato il fenotipo del gene “battleship”) o quella maggiormente degna di nota, aver adottato abitudini posturali errate. Ohh, e allora ho chiesto -Ma per posturali intendiamo la mia postura nella vita? Cioè come mi sono posta di fronte alle cose andate male, per esempio? O a quelle andate bene? La postura che ho adottato quando ho fatto fuori l’amore? O quella improvvisata precariamente per aver provato a star dritta quando dentro ed alle volte anche fuori, era tutto storto? -No signorina, le abitudini posturali: come si siede, come cammina, come alza i pesi, come si muove, che c’entrano le cose andate bene e quelle andate male. -Ah. Boh che ne so li vedevo parenti come si cammina, con aver messo sulle spalle pesi di storie andate male senza averli visti, capiti, ammorbiditi, alleggeriti, trasformati oppure aver indossato corazze di ferro battuto pesantissime, non tue, così spesse da farti perdere cosa c’era sotto, cioè magari non saranno tutti fratello e sorella ma non so, cugini magari.
E quindi per tornare a noi io per carità ho fatto tutti gli approfondimenti diagnostici del caso, pure di più del dovuto, che l’ansia produttiva che ti fa prenotare cinque esami in una mattinata ha preso il sopravvento ed ho fatto tutto quello che mi hanno detto di fare, comprese le diverse cure prescritte, però insomma non la smetto di cercare la parentela, non perché mi piaccia aver ragione (e mi piace aver ragione) ma perché i lavori forzati non li ho fatti mentre, forse, qualche peso sulle spalle ce l’ho messo.
Quindi, fratello e sorella abbiamo detto di no, cugini la scartiamo?
Susanna Lucatello
Commenti (1)
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Ciao Susanna leggendo le tue parole ho avuto un brivido proprio lungo la schiena. Questo corpo che reagisce…che si ribella, che parla, che arriva ad urlare quando tutto fuori sembra essere calmo e banalmente normale. Anni fa dopo le analisi di laboratorio un medico mi disse: “Hai i valori di un novantenne!”. Ora convivo con due malattie autoimmuni, ovviamente c’è la predisposizione genetica ,(in famiglia tutti bene!), ma il fattore scatenante non l’ho mai trovato scritto nei referti medici e nelle parole di alcuni specialisti. “Non è del tutto chiaro il motivo esatto del loro sviluppo……” leggo da internet alla ricerca di risposte per queste patologie. La parentela è da ricercare altrove….. non credo che l’albero genealogico possa aiutarci molto! 😘