È perché sei un uomo?
È perché sei un uomo?
“1) Il consenso è la base di tutto: non dare mai per scontato che un gesto, un’azione o uno sguardo siano gradite.
2) Rispetta i pronomi: non dare mai per scontato un’identità. Se non sei sicuro usa il neutro.
3) Attenzione al linguaggio: non sono ammesse battute sessiste, transfobiche, abiliste, razziste o classiste.
4) Ascolta quando ti si fa notare un comportamento problematico: se non vuoi essere parte del problema parti da te e mettiti in discussione per essere parte della soluzione”
Mi è capitato spesso di leggere regole di comportamento come queste su post di eventi in cui si discute sul tema dell’identità di genere. Il problema della violenza di genere è sotto gli occhi di tutti. Ma dettare dei comandamenti è veramente la soluzione?
Forse finché si continua a pensare al raptus del ragazzo normale dopo l’ennesimo femminicidio allora si, diventano necessarie le regole di comportamento. Perché in fondo si sa… noi maschi etero-cis (secondo la nomenclatura LGBTQI+) nascondiamo degli istinti animaleschi e violenti che fino ad oggi sono sempre emersi a causa di una cultura patriarcale che non ha saputo porgli i giusti limiti. Perciò quella dell’educazione sembra essere l’unica via possibile, perché un animale che nasce con un istinto aggressivo puoi solo educarlo, per cercare di limitare i danni.
Quindi per prima cosa, tu maschio, visto che il tuo corpo cela istinti maligni, non muoverti senza aver ottenuto prima un consenso esplicito.
Seconda cosa, attenzione ai pronomi e alle parole! Perché come ci insegnano gli intellettuali di sinistra “le parole sono importanti! Chi parla male, pensa male e vive male”. Dopo tutto ormai la forma è sostanza in molti ambiti, no? E poi mi raccomando, fate attenzione al linguaggio che usate e all’ironia: attenzione, non è mica vietata eh, ma va usata con moderazione, perché certe parole potrebbero offendere (O confondere? – link: https://www.papillon.center/blog/talvolta-le-parole-confondono/).
E per ultimo caro amico, ascolta quando ti si fa notare un comportamento problematico. Non prendertela, purtroppo è la tua natura.
La cosa che mi sembra più assurda delle regole di comportamento stesse (ormai diffuse anche in libri e manuali) è il fatto che tutto ciò non possa essere minimamente messo in discussione, perché altrimenti sei, non solo un maschio etero-cis-basico, ma anche un fascista, retrogrado, ottuso e maschilista.
Non si tratta di dire soltanto “non siamo tutti così”, né tantomeno di negare i numeri dei femminicidi avvenuti negli ultimi anni. Ma di contestare una retorica che indossa una maglia rossa, ma che sotto non sembra essere poi tanto diversa da quella di colore nero: non solo nel pensiero di fondo – come scritto nell’articolo “pensieri sinistri” (link: https://www.papillon.center/attualita/pensieri-sinistri/) – ma anche nell’atteggiamento. Una retorica che rifiuta qualsiasi tipo di dialettica, di confronto con un pensiero diverso dal proprio e che confonde e si confonde con la freddezza del politicamente corretto.
Un qualcosa che ricorda molto quella che Pasolini descriveva come una nuova forma di fascismo, “che potrebbe realizzarsi solo a patto di chiamarsi anti-fascismo, creando un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili”.
Giacomo Ciarniello
Commenti (1)
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Mille riflessioni! In primis, mi riporti indietro nel tempo, venivo educata al pensiero che tutti gli uomini fossero violenti, ossessionati dal sesso, oggi è tutto completamente diverso e questo mi riporta alla lettera di Edoardo, sono un essere umano e posso cambiare. Poi… la situazione politica che viviamo…che disastro! Ho riletto gli articoli che hai inserito nel tuo scritto che evidenziano lo stato di confusione della nostra società. Da adolescente, pensando al futuro, non avrei mai immaginato che la storia del 2025 fosse così, ma la speranza di vivere in un mondo migliore non mi abbandona. Voglio un cambiamento e comincio da me: “io speriamo che me la cavo “.
Gabriella