C’è un’immagine che mi è rimasta sulla pelle in questa strana estate, in cui ero presa da tutt’altro che dall’interesse per le Olimpiadi: Giammarco Tamberi e Mutaz Essa Barshim che dividono il podio (oro, salto in alto), senza esitazioni. L’immagine è potente, racconta di uno sport che può anche essere diverso dal puro agonismo, racconta dell’essenza vera dello sport, dove la competizione può lasciare spazio alla relazione umana.