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FERMIAMO TUTTO!

FERMIAMO TUTTO!

L’Italia intera si fermerà il 22 settembre 2025. 

Leggevo diversi articoli sullo sciopero generale per Gaza proclamato per il 22 set 2025. 
Pensavo…

mi dovrò fermare anche io? 
Ok ma se mi fermo però cosa faccio? 
Che dico? 
Dove vado?

Silenzio.

Arriva il 22 settembre.
La mia amica mi scrive. “Allora ci sei? Io sto uscendo, ci vediamo lì”.
Silenzio ancora.
Forse dovrei scrivere al mio capo?
Cavolo ma devo lavorare, le e-mail, le scadenze, i progetti…
Poi lo sento.

Dirai, cosa?
Te lo spiego.

Sai quella spinta che ti sale da dentro, ti dice “ao devi muovere il c…”
Si avete capito dai. 
È proprio lei, 
Non la puoi ignorare.
Non la puoi reprimere.
Ti sommerge.
Ti devi alzare e andare e….
….
non puoi non farlo.
D’improvviso quel silenzio è diventato un urlo dirompente…
arrivo, ci sono.
Per cui, Carlo (il mio capo), oggi DEVO scioperare.
Non resisto.
Spengo il computer, mi cambio, di fretta. Sono in ritardo ma potrei essere in tempo.
Controllo fervidamente l’ora, cerco di essere più veloce della luce.
Esco di casa, trovo subito un monopattino (grazie a Dio!)

E via. 
Piazzale delle provincie, viale delle provincie. Lo supero.
Cavolo, “ao c’è il panico”.
Che figata mi dico. 
Sai quelli nel traffico come se la stanno a prendere a bene.
Supero l’università.
Mi avvicino a Termini. 
I clacson suonano sempre più forte e il disagio aumenta.
Lascio il monopattino, corro. 
Chiamo la mia amica, nessuna risposta.
Capirai, in mezzo a sto casino non so neanche se la trovo.
Mi devo sbrigare.
Aumento il passo.
Camminata veloce che a calorie fa sempre bene.
Inizio a sudare, perché….ma che cavolo di caldo fa il 22 settembre?!?!.
Eccoli lì, li vedo, il fiume di gente che arriva.
Bandiere della Palestina dovunque.
E poi finalmente arrivo.
Siamo tanti
Tantissimi
Uomini, donne, giovani, anziani, famiglie, bambini.
Tutti li. 
Uniti.
Insieme.
Ad urlare “free free Palestine”.
Mi commuovo.
Trovo Dalila, ma dov’eriii???! È estasiata anche lei.
Che cosa meravigliosa.
Roma così, dopo 14 anni sarà la prima volta che la vedevo così bella.
L’energia mi pervade.
L’umanità mi commuove.
Più li guardo, più li vorrei abbracciare.
“Ma chi oh?!”
“Ma non li vedi???!” Ragazziiii, ragazziiiii dovunque.
Bellissimi.
Allora l’idea.
Ora gli chiedo una intervista.
“Se vabbè, è arrivata, la giornalista di frontiera”.
Ma no, voglio che mi dicano perché sono lì. 
E voglio che lo dicano a tutti.
Perché voglio che tutti sentano la loro bellezza.
Ed ecco allora, io i ragazzi e la loro energia.

Mi siedo con loro e chiedo :
”perché siete qui?” Frida mi risponde “noi siamo qui perché la situazione non è più sostenibile, la situazione in Palestina non può essere relegata a pochi settori ma deve coinvolgere tutti. Siamo qui per mandare un messaggio forte ai lavoratori, ai nostri coetanei e alle istituzioni.”

Giusta posizione, ma continuo “quindi cosa vorreste dire a quanti come voi invece di non andare a scuola hanno deciso di andarci ed essere quindi impassibili a quanto sta succedendo?”

Risponde: “Nonostante abbiamo chiesto in tutti i modi al governo di prendere una posizione netta contro il genocidio, questo non è stato fatto. Davanti al fallimento di un sistema politico che ha annullato completamente la Palestina, privilegiando Israele per ormai 70 anni, in un momento in cui le istituzioni non solo non fanno nulla ma criticano chi effettivamente vuole fare qualcosa, diventa responsabilità di tutti noi privati cittadini, di fare qualcosa di concreto, quale scendere in piazza. Anche se siamo studenti e saltiamo il giorno di scuola, BISOGNA fare qualcosa”

Incalzo: “ok ma state bloccando tutta Roma! Cosa direste a tutti coloro che hanno la solita frase pronta: di nuovo i soliti comunisti che ci vogliono far perdere la giornata di lavoro?”

Convinta e sicura mi risponde: “sì esatto!!!siamo proprio noi!! e grazie noi non potete attraversare una strada e non potete andare al lavoro”…!!! 
Poi conclude : “e pensate quanto È GRAVE se delle studentesse devono fare qualcosa perché il governo non fa nulla, pensate a che punto siamo arrivati. Dobbiamo coinvolgere i ragazzini di 14,15 anni, anche più piccoli! 
Vedere oggi i bambini e le maestre che portano i ragazzi delle elementari, studenti come noi che scendono in piazza, dimostra che si è arrivati ad un punto CRUCIALE della nostra storia contemporanea in cui veramente non si può più chiedere gli occhi”. 

E dal 22 Settembre è tutto.

Irene

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FERMIAMO TUTTO!
Foto scattata da: Cecilia Fabiano, LaPresse
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