NON CHIAMATELA “EDUCAZIONE” SESSUALE!
Buongiorno a tutti. Oggi volevo affrontare questo tema della educazione sessuale e affettiva nella scuola. Vorrei prima fare una breve premessa. La scuola, così com’è adesso, non mi piace, la riformulerei completamente perché è diventata una struttura fredda, fatta di valutazioni, di misurazioni, voti dove gli insegnanti non hanno neanche più il tempo da dedicare ad un rapporto umano perché devono correre dietro ai programmi, insomma, non mi piace. E proprio per questo credo che introdurre almeno quest’ora in cui si affrontino questi temi, credo sia il minimo sindacale. Fatta questa premessa, sono assolutamente favorevole.
Quello che proprio non mi piace invece è l’uso della parola “educazione” perché dà l’idea di una sessualità e di un’affettività – posto che questi due termini a mio avviso andrebbero considerati fusi insieme – dà un’idea della sessualità e dell’affettività, come se fossero cose che devono essere insegnate, che devono essere controllate perché altrimenti naturalmente debordano, vanno verso una dimensione violenta. E questo, secondo me, non è minimamente accettabile, non è vero, non è quello che poi ci potrà permettere di fare una discussione seria su questi temi.
Per argomentare meglio, vi parlo di un confronto a distanza che c’è stato in questi giorni su Repubblica tra la giornalista Concita De Gregorio e lo psicanalista Recalcati. Scambio piuttosto interessante dove la De Gregorio diceva cose decisamente condivisibili, salvo poi dire che magari ci fosse stata la possibilità di studiare Freud nelle scuole, sarebbe un lusso! E questo tema di Freud viene riportato anche da Recalcati e lo sento dire in continuazione.
Allora ragazzi, fermiamoci un momento su questi temi perché credo che molto spesso si ci si riempia la bocca facendo queste citazioni: Freud, Freud, Freud, però poi forse pochi sanno quello che ha detto realmente Freud e qual è l’idea della sessualità, della affettività e in generale direi della natura umana secondo Freud.
Non è un discorsetto solo teorico, perché da lì derivano un sacco di cose, perché se noi partiamo da un’idea di uno sviluppo, diciamo così, naturale del bambino, dell’essere umano, la cosa importante è non danneggiarlo e semmai dare risposte valide e fare un rapporto valido in modo che sviluppi sempre di più una sua dimensione interna. Altro discorso è dire che l’essere umano parte con delle dimensioni interne violente, malate, perverse e pertanto la società deve controllare queste istanze interne, queste realtà interne, perché altrimenti va a rotoli la società,. Per cui bisogna controllare, reprimere, punire, eccetera eccetera. Quindi capite che da qui c’è una biforcazione fondamentale dell’idea di società verso la quale vogliamo andare. Allora, al di là di quello che può essere il mio pensiero riguardo Freud e la teoria freudiana, penso che possa essere utile che vi porti alcuni passaggi, così vi fate un’idea voi stessi di qual è il pensiero freudiano che continuamente viene riproposto.
Ecco, allora Freud ci dice queste cose:
- La sessualità della maggior parte degli uomini si rivela mescolata a una certa aggressività, all’inclinazione alla sopraffazione.”
- Che la crudeltà e la pulsione sessuale siano intimamente connesse, ce lo insegna senza alcun dubbio la storia della civiltà umana.
- A mio parere – a parere di Freud – è assolutamente necessario tenere a mente che in tutti gli uomini sono presenti tendenze distruttive e perciò antisociali e ostili alla civiltà.
- Osserviamo con sorpresa e preoccupazione che la maggior parte degli uomini obbedisce ai divieti della civiltà solo sotto la pressione della coercizione esterna, ossia solo laddove questa può farsi valere e fino a quando è temibile.
- L’uomo non è una creatura mansueta, bisognosa d’amore, capace al massimo di difendersi quando è attaccata. È vero, invece che occorre attribuire al suo corredo pulsionale anche una buona dose di aggressività, ne consegue che egli vede nel prossimo non soltanto un eventuale soccorritore e oggetto sessuale, ma anche un oggetto su cui può magari sfogare la propria aggressività, sfruttarne la forza lavorativa senza ricompensarlo, abusarne sessualmente senza il suo consenso, sostituirsi a lui nel possesso dei suoi beni, umiliarlo, farlo soffrire, torturarlo e ucciderlo. Homo omini lupus. Chi ha coraggio di contestare questa affermazione dopo tutte le esperienze della vita e della storia?
- L’aggressività si manifesta anche spontaneamente e rivela nell’uomo una bestia selvaggia alla quale è estraneo il rispetto per la propria specie.
Sembra che stia parlando di un malato di mente grave, da ricovero! No, per Freud questa è la natura umana, la realtà umana è quella, naturalmente quella, per cui poi c’è bisogno di una struttura coercitiva, quindi la civiltà, la società, il Super Io, che devono controllare queste pulsioni che altrimenti si sfogherebbero libere. E c’era pure un altro dettaglio che adesso mi ricordo che ho saltato:
– Tali desideri pulsionali sono quelli dell’incesto, del cannibalismo e della voglia di uccidere.
Ora qui a noi ci interessa il giusto di di Freud, per non dire che non ce ne frega niente sotto un certo aspetto, perché mi sembra veramente una visione assolutamente superata, ma siccome viene riproposta in continuazione, un’idea di questo genere non fa altro che dare luogo a un pensiero che la società debba reprimere e punire. E questo è quello che ci propone “Dio, padre famiglia” e Valditara che dice “Se un ragazzo prende cinque in condotta, allora lo dobbiamo bocciare”. Ma se noi condividiamo lo stesso pensiero possiamo essere un po’ più buoni e se prende cinque in condotta invece di bocciarlo lo rimandiamo a Settembre! Ma non cambia niente.
Allora, vogliamo provare a pensare che questo è un passaggio fondamentale? Perché invece se io comincio a pensare a un’idea di uno sviluppo sano dell’essere umano, rifiutando il pensiero freudiano, cambia tutto! Poi è chiaro che l’essere umano può ammalarsi e diventare violento, ma dire che questa è natura umana mi sembra un’assurdità. Se viceversa vedo e penso l’essere umano in un altro modo, a quel punto cambio completamente l’idea della società, che non deve punire e reprimere, anzi tutt’altro deve favorire e non ostacolare uno sviluppo naturalmente sano dell’individuo. Cambia il mondo e su questo a me sembra che non ci sia una riflessione importante.
Ecco perché il termine “educazione” sessuale affettiva a me non piace perché sotto c’è il pensiero freudiano. Che poi in realtà Freud si è inventato poco su questo perché l’idea della bestia all’interno dell’essere umano è vecchia quanto il cucco!
In questo scambio tra Concita De Gregorio e Recalcati, Recalcati dice delle cose anche lui all’inizio abbastanza condivisibili, adesso non ve le sto a ripetere. Anche lui cita Freud – perché se uno non cita Freud non vale niente – e ad un certo punto parla di mistero del desiderio, dell’innamoramento. E si può anche farglielo passare, nel senso che in effetti nell’innamoramento si muovono delle dimensioni non coscienti. (Adesso non non mi va di dilungarmi su questo aspetto). Non lo chiamerei mistero, ma comunque, più o meno ci potremmo capire. Poi spiega che secondo lui il mistero è anche questo: come mai una persona va con un’altra persona, si innamora di un’altra persona che la fa stare male, la fa soffrire e continua a starci? E questo sarebbe un mistero? No, questo si chiama malattia mentale. Basta leggere un libricino di psichiatria, di psicopatologia per capire. Basterebbe far riferimento alla coppia schizoide-depresso, dove ci sono dimensioni malate che si conoscono perfettamente, non c’è nessun mistero, basta studiare un po’. Semmai il “mistero” c’è nella sanità, in quanto l’essere umano sano ha una fantasia che è per certi versi imprevedibile mentre purtroppo il malato ha la coazione a ripetere, per cui fa sempre le stesse cose, non c’è niente di misterioso.
Comunque volevo dire un’ultimissima cosa. Sorvolerei sulla proposta del nostro caro ministro di introdurre la cosiddetta educazione sessuale e affettiva nelle scuole subordinandola all’approvazione dei genitori. Cioè, francamente evitiamo commenti su queste cose perché mi sembrano fregnacce che non meritano attenzione. La cosa però che mi interessava è che lui parla della sessualità e affettività come temi sensibili e fino lì ci siamo. Ma sembra che non si renda conto che la letteratura, la storia, l’arte, affrontano temi che sono assolutamente sensibili se si studia in un certo modo. Leggere una poesia di Leopardi ti può scombussolare la vita, ti può aprire gli occhi, ti può mettere in crisi e sono temi sensibili, hai voglia se ce ne sono di temi sensibili! Ma questo ci fa pensare al suo modo di intendere l’insegnamento e l’apprendimento, per cui è importante sapere quando è nato Leopardi, che cosa ha scritto Leopardi, tutte cose fatte a Pappagallo. E così se tu sai quando è nato, che cosa ha scritto e una poesia a memoria hai preso 10.
Secondo me non ci siamo proprio.
Diamoci da fare!
Marco Michelini
… E domenica ci sarà un altro video!
Commenti (2)
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Grazie per tutta questa immensa bellezza che ci regali. ❤️
“Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare.” Grazie per la capacità di dire cose importanti ed intelligenti con grande semplicità. Grazie per l’emozione regalata, solo ieri mattina una mia alunna che sarebbe stata interrogata sulla poesia di Leopardi, quando sono entrata in classe mi ha sorriso, lei è bellissima, e mi ha chiesto:”posso ripetergliela?”. “Certo che sì “ le ho risposto. É stata una vera emozione. La scuola deve cambiare, io comincio da me. Semplicemente grazie.
Gabriella