A SCUOLA CON AMORE…SENZA BUGIE
Anni fa Ho incontrato Amore senza bugie in una meravigliosa libreria romana. Erano anni intensi di ricerca in cui il cuore cercava nuove strade per nutrirsi. Il testo mi aveva conquistata al primo sguardo, sarà per la copertina così partcolare, sarà per il titolo… Esiste un amore senza bugie? E com’è? Dove lo posso trovare?. Le autrici erano due insegnanti come me…un richiamo irrestistibile. Lo ho acquistato immediatamente.
Da quel giorno Amore senza bugie è diventato un prezioso compagno della mia vita e del mio lavoro, allora, di docente. Lo ho condiviso con figli, fidanzati, alunni…perchè la narrazione del testo è un viaggio dai mille sentieri che ognuno può attraversare , in cui ognuno può ritrovare un pezzetto di sé. Puoi immergerti nella storia, nella scienza, nei miti, nella Teoria della nascita…e così , piano piano, da quel testo è nato un progetto sulla sessualità come dimensione affettiva,, ogni pagina è diventata una “lezione” costruita con gli studenti… Didone ed Enea, Orfeo ed Euridice, il Romanticismo italiano diventavano le nostre storie… il mio ragazzo…i miei genitori,… la mia amica. <<Ragazzi qui si apre un mondo!>>, dicevo divertita agli alunni ogni volta che affrontavamo un argomento nuovo e loro mi prendevano in giro sornioni <<Prof , ma quanti sono questi mondi! >>
Parlavamo di sessualità? Si. Parlavamo di relazioni, di differenze di genere, di amore e di ciò che non è amore? Certamente. Riuscivamo a superare pregiudizi o a colmare alcune voragini conoscitive ? A volte. Mai però come in quei momenti ho conosciuto veramente i miei studenti e loro hanno conosciuto me. Il confronto, il dialogo, la libertà di poter affrontare argomenti non “tradizionali” ci trasportava in una danza collettiva che era passione, formazione, crescita comune. In quegli anni nessuno mi ha censurata, nemmeno le famiglie (che spesso leggevano il testo insieme ai loro figli, magari anche per “controllare” cosa stava combinando la prof!) . Fortuna? Non credo. In realtà tutti percepivano che non c’era nessun tentativo di veicolare una dottrina ma solo di affrontare insieme la complessità della realtà umana…perché la sessualità è realtà umana
Mentre scrivo, però, so che tutto questo oggi non sarebbe più possibile. Per parlare di sessulità a scuola sarà necessario il consenso informato delle famiglie (nella scuola secondaria di primo e secondo grado). Nella scuola primaria sarà direttamente vietato. Il verbo “vietare”, da sempre, mi fa venire l’orticaria, soprattutto se applicato alla conoscenza e mi chiedo quale pensiero c’è dietro tutto questo. Perché la sessualità fa così paura? Perché deve diventare un terreno di scontro ideologico? Cosa si vuole controllare?
Sarà che a me la parola sessualità piace, come la parola libertà o la parola identità e allora soffro all’idea che proprio nella scuola ci saranno argomenti che si possono affrontare solo con il consenso delle famiglie o nel rispetto dei “divieti” governativi…Oggi è la sessualità e domani? Davvero possiamo consentire alle famiglie, pur nel rispetto delle loro responsabilità educativa, di entrare così a gamba tesa nell’offerta formativa delle scuole?
Chi come me vive la scuola tutti i giorni sa quanto sia folle tutto questo perché gli studenti, anche i più piccoli, sul web, nei media o in una certa cultura vetero-patriarcale trovano di tutto e spesso “ingoiano” contenuti terrificanti senza avere gli strumenti per comprenderli e criticarli. Con i divieti non li proteggiamo…li lasciamo soli.
Sara Lazzaro
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