CHI È ARTIFICIALE?

Dicono che l’I.A. ci sostituirà in un futuro abbastanza vicino.
In tanti si preoccupano, danno l’allarme e chi ci lavora…sembra il più spaventato.
Sta diventando così intelligente che sostituirà tutti nel proprio lavoro, perché è più veloce, non fa errori, fa calcoli enormi in un battito di ciglia.
Assurdo come questa realtà stia galoppando in pochi anni, sembra una condizione inarrestabile…un meteorite che si vede, brucia l’aria, punta diretto verso la terra…ma non può essere fermato. Siamo spacciati come il povero brachiosauro?
E’ iniziato tutto con L’I.A. che riesce a trovare la soluzione migliore a scacchi, nel riassumere un libro in pochi secondi, nel creare un quadro mentre l’artista ha solo preso la matita. E adesso in alcuni test, ha creato autonomamente una collaborazione nascosta per inviarsi dei messaggi ed eludere il controllo umano.
C’è forte preoccupazione per qualcosa di inumano che sfugge al controllo umano…
Tuttavia, è un po’ strano sentir parlare di pericolo, rispetto all’I.A.
È come una persona con in mano un coltello affilato che urla: “attenti questo coltello può ucciderci!”
Ma chi è che pugnala?
Sostituirà tutti perché è più brava di tutti in tutto. Sa fare tutto quello che sappiamo fare noi, però meglio, più veloce. Anche se non si capisce perché più veloce equivale a dire meglio. La fantasia (umana), questa sconosciuta.
Ma il senso di giocare a scacchi …è vincere a scacchi?
Riassumere un libro è il senso della lettura?
E non è il pensiero da biscotto della fortuna “L’essere umano è migliore di qualsiasi macchina”
No, Perché io a scacchi sono una schiappa.
Ma è il momento in cui tutto questo avviene. Questo galoppare dell’I.A. in un momento storico/politico/culturale e sociale in cui sembra esserci una pochezza, una freddezza enorme verso ciò che è umano…e sembra addirittura che sia normale che sia così.
L’artificiale avanza, l’umano arranca?
E se oggi ho 15 anni.18 anni.25 anni. E vedo il mondo. Penso al mio futuro.
Anzi no, vedo il presente per ora.
Scrollo. Mi informo come posso. Apro una porta.
“L’italiano m’ha accoltellato e lo perdono. ma il nero del congo che m’ha salvato deve tornà in congo!”
“Per 15 anni ho avuto in cura il tipo che ha lanciato dal cavalcavia la ragazza. Era tranquillo il giorno prima. Mai avrei immaginato.”
E’ solo la realtà che leggo o è la verità?
E per non cadere nella depressione nera, continuo a cercare. Apro altre porte.
“Quello che ha ucciso quelle persone era in cura, ma non possiamo sapere se la malattia mentale fosse la causa della sua violenza”
“Anche i bambini sono terroristi!”
Tutto questo fa male. E rischia di far perdere il senso. Una punta di colore svanisce, in una marea di nero.
“Parlare di emozioni a scuola No, i metal detector si”
“No alla guerra! Quindi mandiamo armi per fare la guerra che fa finire la guerra”
L’A.I. avanza…
Ma di quale artificialità stiamo parlando?
Sembra esserci una nuova pandemia, esseri artificiali che sembrano umani…o meglio, che cercano di convincere gli altri che quello che hanno perso loro…non sia mai esistito.
“Siamo il governo più longevo (meglio di noi solo il duce, ma ci stiamo organizzando)!”
“Va tutto male, quindi la priorità sono i bambini stranieri in classe!”
Ma, per non fare la fine del cavallo Artax nella palude della tristezza…
Continuo a cercare. Apro un’altra porta.
Perchè mi tengo la speranza, parafrasando un grande poeta, che forse… da tutto questo letame, possa nascere un fiore, che poi è un’esigenza.
L’esigenza di uno spazio che sia di ascolto, di condivisione e …di cura.
Un “qui ed ora” che non si allinei alle narrazioni piatte, false e malate che rendono quest’aria infernale irrespirabile.
Per “cercare qualcosa in questo inferno, che non sia inferno” …che parli di qualcosa di diverso, con un pensiero nuovo. Niente di magico, niente di artificiale… ma tutto umano.
“e poi farlo durare e dargli spazio”
A dir la verità, qualcosa già bolle in pentola…
Gianluca Ambrosini

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