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FRATELLI SI DIVENTA

FRATELLI SI DIVENTA

Ah, i fratelli! Quel misterioso, affascinante e spesso esasperante fenomeno che si manifesta quando due (o più) esseri umani vengono partoriti dalla stessa madre, allevati dallo stesso padre, cresciuti nella stessa casa eppure finiscono per essere l’uno l’antitesi vivente dell’altro.

Chi sono i fratelli, vi chiederete? Sono i primi sparring partner esistenziali, i compagni di giochi più improbabili, e i detentori dei segreti più imbarazzanti della nostra infanzia. Sono quelli che hanno visto le nostre prime cadute, le nostre prime figuracce, e che potrebbero usarle contro di voi in qualsiasi momento. Sono i custodi delle prove fotografiche dei tagli di capelli più improbabili o di discutibili vestiti anni ottanta. Insomma, sono una memoria storica vivente, con una spiccata tendenza al ricatto affettivo.

Cosa condividono i fratelli? Beh, il bagno, innanzitutto. E se siete fortunati, anche qualche vestito, magari un po’ sdrucito.

Ma oltre alle mura della stessa camera da letto o l’unico televisore, i fratelli condividono una storia. Una storia fatta di nonni che raccontano sempre le stesse barzellette, di zii che ti pizzicano le guance, di gite in montagna con risvegli all’alba, di neologismi inventati per prendersi in giro, di primi giorni di scuola, di vasi rotti per sbaglio, di silenzi e di chiacchere. Fratelli che hanno respirato la stessa atmosfera, si sono trovati dentro le stesse dinamiche familiari, imparato a decifrare gli stessi silenzi.

Fratelli che hanno condiviso le gioie ma anche il peso di aspettative non dette, che sono stati testimoni dei reciproci tentativi di navigare per il mondo. Testimoni di quando le cose vanno bene, ma anche testimoni di quando le cose non vanno bene e quello che hai sempre avuto accanto a te come compagno di viaggio a volte resta indietro a faticare.

I sentieri che prima erano uniti iniziano a biforcarsi. Le litigate per il telecomando si trasformano in discussioni sul significato della vita, sull’economia globale o, più semplicemente, su chi debba pagare la bolletta del gas o più spesso ancora non si litiga più.

Ci si guarda e ci si dice: “Ma siamo davvero cresciuti nella stessa casa?”.

È in quel momento che la consapevolezza della propria individualità si scontra con la scoperta che, pur avendo radici comuni, si è fioriti in modi completamente diversi. All’inizio si era fratelli ma poi si diventa degli sconosciuti. Anzi forse per poter fiorire e andare per il mondo può essere necessaria una separazione proprio da quella storia di cui i fratelli sono testimone e incarnazione. Ma il passato non si può dimenticare, cancellare, vivere come se non ci fosse stato e i fratelli ti aiutano a tenere quel filo con chi eri per realizzare veramente chi sei diventato.

E quindi ci si ritrova. E la magia accade di nuovo. Si riconosce nell’altro non più solo il bambino con cui si divideva la cameretta, ma l’adulto che è diventato, con le sue esperienze, le sue vittorie e le sue cicatrici. Ogni volta che tuo fratello raggiunge un traguardo, ogni volta che “nasce” una nuova versione di lui o di lei, compare di nuovo quello sparring partener che ti metteva alla prova. E’ come se rinascessi anche tu un po’.

Questa idea di fratellanza si può estendere ad ogni relazione, ad ogni persona. Sarebbe bello realizzarla anche con i propri genitori: quando i padri (e le madri) smettono di volerti come una loro estensione, smettono di vederti come una loro versione solo più giovane ingenua e sciocca. Se i genitori diventano figure con cui si può interagire alla pari, si diventa “fratelli” in un certo senso.

In fondo, essere fratelli è un rapporto fatto di interesse continuo. È un rinnovarsi costante, ogni volta che l’altro “rinasce”, ogni volta che si presenta con una nuova sfaccettatura, una nuova idea, un nuovo sogno. È accettare che siamo uguali perché veniamo dalla stessa parte, ma siamo irrimediabilmente e meravigliosamente diversi. E forse è proprio in questa danza tra uguaglianza e differenza, che risiede la bellezza più grande della fratellanza.

E poi, chi altro ti presterebbe la maglietta preferita sapendo che non la rivedrà mai più?

Maria Giubettini

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Foto scattata da: Marta Branco
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