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NATURAL BORN KILLER

NATURAL BORN KILLER

L’idea che gli esseri umani nascano naturalmente violenti, oltre al titolo di un film di Oliver Stone, è di sicuro il carburante di tutti i movimenti politici di destra, perché il successo di un prodotto dipende in larghissima parte dal mercato a cui viene offerto.

Per vendere armi ad esempio servono guerre, ma per fare le guerre serve un nemico, e il nemico genera insicurezza, che genera paura, che induce a comprare armi, che aumentano la violenza, che genera nuove guerre, che..

Insomma, ci siamo capiti.

Se il tuo prodotto è la sicurezza, tu reclamizza paura.

Siccome basta veder giocare i bambini tra loro per capire che è tutta una fesseria, si potrebbe ipotizzare che ad un certo punto del loro sviluppo uno o più geni si attivino e che quindi inizino a dare di matto (una roba come quei film con le spie) o che per la dopamina in eccesso diventino molto aggressivi (tipo la storiella del cervello del dobermann, che cresceva cresceva fino a farlo impazzire) se non fosse che non esistono test in grado di misurare i livelli dei neurotrasmettitori per cui..

Ah, ecco, mi sa che ho capito.

Siccome non esistono i test dobbiamo farci andare bene le ipotesi.

Certo ci si potrebbe chiedere “si vabbè, e quelli che poi entrano nelle scuole e sparano a compagni e insegnanti?”

“Beh, in quei casi potrebbe trattarsi di malattia mentale gravissima..”

“Eh già, allora stai dicendo che i malati di mente sono violenti, quindi il fascista sei tu!”

Sembra proprio che con sta storia del “siamo tutti un po’ matti” non si faccia torto a nessuno e anzi ci si metta d’accordo ma.. se andiamo così d’accordo perché tutte ste guerre!!

Bel dilemma..

Vale la pena provare a capire meglio almeno la faccenda delle “shooting mass” nelle scuole?

Proviamo coi numeri..

Almeno 11 delle recenti sparatorie commesse da adolescenti hanno un fattore in comune oltre all’utilizzo di armi.

Tutti, oltre ad impugnare fucili, assumevano antidepressivi.

“Ma come, allora stai dicendo che gli psicofarmaci possono trasformare i ragazzi in micidiali assassini?”

Niente affatto, lo sto solo leggendo.

Uno studio condotto su 950 atti di violenza commessi da persone che assumevano antidepressivi ha evidenziato ben 362 omicidi, 13 sparatorie nelle scuole, 5 attentati dinamitardi, 3 piloti che hanno fatto schiantare il loro aereo e più di 350 tra suicidi e tentati suicidi.

Ma soprattutto, e questo è il dato più interessante, non ci sono state riduzioni statistiche significative, anzi diversi pazienti hanno affermato che i pensieri suicidari sono iniziati subito dopo l’inizio del trattamento.

“Ci risiamo, ora sei tu che reclamizzi paura! Perché devi dire che i farmaci antidepressivi possono essere così pericolosi?”

Beh, per dare una mano alle case farmaceutiche..

Da diversi anni ormai lo scrivono direttamente sulle scatole, una cosa tipo “il fumo uccide” sul pacchetto di sigarette: nella black box* resa obbligatorio dal FDA spicca infatti la dicitura ‘può aumentare il rischio di suicidio in bambini e adolescenti’.

Uno potrebbe pensare, beh, curioso, è un po’ come scrivere che un farmaco contro l’obesità può far ingrassare, però dai, si vede che lo fanno per mettere in guardia medici e pazienti.

Certo, ma anche per scoraggiare cause di risarcimento milionarie.

Negli anni ‘90 il Prozac, ribattezzato “pillola delle felicità” finì al centro delle polemiche e delle aule dei tribunali proprio a causa dell’impennata di suicidi nei pazienti che avevano iniziato ad assumerlo.

Più recentemente il New York Times ha rivelato come la strage all’arsenale della Marina di Washington del 2013 sia stata l’ennesima compiuta sotto l’effetto del Trazodone, altro farmaco indicato per il trattamento dei sintomi depressivi.

Forse però il problema, almeno per le sparatorie nelle scuole, non sono solo gli psicofarmaci, ma ciò che c’è dietro alle prescrizioni, cioè le diagnosi.

Secondo i criteri del DSM 5 infatti, il manuale diagnostico più conosciuto e usato dagli psichiatri, i principali sintomi della depressione sono in gran parte sovrapponibili ai sintomi negativi della schizofrenia, come la ridotta capacità di provare piacere per le consuete attività di proprio interesse (anedonia), la povertà di linguaggio (alogia) o la mancanza di interesse per il rapporto con le altre persone.

Tutti, associati ad una generale perdita di motivazione a raggiungere scopi e obiettivi (abulia), possono portare ad un progressivo ritiro sociale che però, in assenza di deliri o allucinazioni in corso da più di 6 mesi, non viene considerato possibile esordio di una rottura psicotica, in barba agli studi sui sintomi di base propri della psicopatologia europea.

Che gli effetti attivanti degli antidepressivi, come per le idee suicidarie, siano in grado di slatentizzare psicosi gravissime ma ancora ‘coperte’?

Qualche settimana fa, durante un convegno di presentazione di un altro manuale diagnostico molto conosciuto ma che al contrario del DSM5 tiene ancora in debito conto gli aspetti dinamico-relazionali nello sviluppo della malattia mentale (PDM 3) ho sentito dire che le diagnosi psicodinamiche dovrebbero tener conto anche dei vissuti inconsci dei pazienti, ma che purtroppo l’inconscio non è diagnosticabile..

Bè, intanto si potrebbe provare a conoscerlo meglio, visto che mezzi e strumenti sono stati scoperti e teorizzati da tempo.

Una delle storie più famose e tragiche, che ha ispirato il film del regista premio Oscar Micheal Moore è infatti quella della Columbine High School.

Quella mattina Eric Harris e Dylan Klebold, due ragazzi di 16 e 17 anni, sono entrati a scuola e hanno ucciso 12 compagni e un insegnante prima di rivolgere le armi contro di loro.

Harris stava assumendo Luvox, un antidepressivo, ed entrambi usavano l’acronimo “NBK” per indicare la loro “missione”: Natural, Born, Killer.

Era il 20 aprile del 1999, la teoria della nascita esisteva da quasi trent’anni.

Marco Randisi

*Il black box è un avviso molto visibile, incorniciato in nero, la FDA – Food and Drug Administration – è l’autorità farmaceutica statunitense.

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Foto scattata da: Ivan S
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