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LA RANA E LO SCORPIONE

LA RANA E LO SCORPIONE

La favola di Esopo, La rana e lo scorpione, dopo 2500 anni è purtroppo ancora attuale. Attuale perché si continua a pensare ad una natura umana violenta ed oltretutto immodificabile. Le cose non stanno affatto così, come ho cercato di dire in questo breve video ma certamente l’essere umano deve ancora fare parecchia strada per arrivare a liberarsi da questo pensiero che lo costringe spesso ad essere vittima consenziente dei più malati e violenti.

Allora, buongiorno a tutti! Dopo quasi 5 anni di pubblicazioni, di articoli scritti ogni venerdì su Papillon, stavolta ho deciso di fare un video anziché l’articolo scritto. Poi fatemi sapere se vi piace, non vi piace, se preferivate quella vecchia modalità, non lo so. Vabbè, in ogni modo, allora, dunque, la favola di Esopo, La rana e lo scorpione, perché?

Ma perché ci parla del passaggio da una sponda all’altra del fiume. E questo periodo, il periodo estivo, forse agosto direi in particolare ci ripropone questa dinamica di passaggio: dalla fine dell’anno scolastico all’inizio di quello nuovo, dalla vecchia scuola a quella nuova, dalla vecchia classe a quella nuova, dell’anno universitario che finisce e ne ricomincia un altro. Nel caso nostro anche tutto il discorso della pausa estiva della psicoterapia: finisce un ciclo a luglio e ricomincia poi a settembre quello nuovo eccetera eccetera.

Però io ho voluto riproporre questa favoletta anche per altri motivi, ovvero Wikipedia ci dice che questa favola parla della immodificabilità degli istinti umani. Ecco, intanto gli esseri umani non hanno istinti, questo cerchiamo di chiarirlo. Ce l’hanno gli animali, gli esseri umani no. Ma oltre a questo discorso della immodificabilità c’è anche l’idea di una natura umana brutta, perché insomma sostanzialmente uno scorpione non è certo carino, nel senso che va a rappresentare un’istanza suicidaria o quantomeno genericamente violenta che sarebbe la natura umana.

Ecco, io credo che queste siano delle fesserie assolute e voi direte, “Ma certo, stiamo parlando di qualcosa che Esopo diceva 2500 anni fa”  però a distanza di 2500 anni si dicono più o meno le stesse cose. Tant’è vero che oggi la psicoterapia è soltanto un sostegno, un contenimento, cioè l’idea è che sotto sotto l’essere umano sia immodificabile, per cui poi ci stanno 100.000 scuole di di psicoterapia, tutto va bene, perché comunque sostanzialmente non si punta a una guarigione, a una trasformazione profonda. Anzi, se provi a parlare di guarigione ti prendono per matto. Perché oltretutto è molto difficile riuscire a distinguere la sanità dalla patologia, la fisiologia dalla patologia. Voi provate soltanto a pensare e quanti omicidi si stanno verificando in modo così, diciamo, quasi insensato, fatuo, con motivazioni assurde: l’ho uccisa perché rideva. oppure quell’altro che ha ammazzato 80 ragazzini in Norvegia, ma tanti ce ne stanno purtroppo, tantissimi femminicidi. E in tutte queste situazioni, nella stragrande maggioranza, la cosa che mette in crisi la magistratura, per cui poi vanno ad arrestare queste persone, non è che li mandano a curarsi, è che sono razionalmente a posto. Cioè, il discorso è molto serio, perché tutto ciò su cui poggiava il pensiero occidentale, il cogito ergo sum, la ragione, comincia a vacillare nel senso che in queste persone sembra evidente emergere la malattia mentale pur avendo una razionalità assolutamente solida e perfetta e questo rischia di tirarsi dietro un sacco di cose, perché allora viene fuori che il discorso della sanità umana non è da da ricercare nella razionalità e allora dov’è da ricercare? in qualche altra cosa?

Allora, arriviamo adesso alla nostra favoletta. Spero di non spoilerare nulla se vi dico che poi questo scorpione, alla fine dà una pungicata alla povera rana a metà del guado, cioè il 15 agosto, oggi! Insomma, speriamo di no, speriamo di modificare l’esito della favola dopo 2500 anni, però onestamente noi dobbiamo, appunto raccontarci che in alcune persone, direi i depressi, noi questo scorpione interno lo vediamo, cioè una istanza, un superio, un divieto interno che impedisce la realizzazione di queste persone, come se queste persone non lo potessero fare, come se avessero un freno a mano interno. Tanto è vero che poi se per caso fanno qualcosa di carino, una bella realizzazione, poi si fanno delle crisi della madonna, spaventose! E allora però dire che questa è natura umana è una grande fesseria.

Cioè, noi dobbiamo fare un pensiero, una ricerca e capire che quello che fa sì che un essere umano si ritrovi uno scorpione dentro è il meccanismo della introiezione, un meccanismo non cosciente che fa sì che si realizzi l’introiezione, cioè mettere dentro di sé quello che prima era un divieto esterno, un oggetto esterno che impediva la realizzazione, che faceva delle negazioni, che diceva “non devi ridere, non devi scherzare, non devi giocare, non devi divertirti” ecc. ecc. Ad un certo punto – per una serie di motivi che adesso non è il momento di raccontare per esteso – però diventa un oggetto interno e questo dà luogo a un conflitto interno terribile tra una realtà profonda che spinge verso la realizzazione e questo divieto che invece impedisce eccetera. Ora però chiamare tutto questo natura umana è, mi sembra proprio, un confondere le persone. Dopodiché spessimo noi ci troviamo di fronte a rapporti che queste persone fanno per liberarsi del conflitto interno che è terribile, per cui si vanno a fare dei rapporti con delle persone che vanno a rappresentare proprio questo freno a mano, questo divieto esterno, eccetera eccetera e fanno dei rapporti dai quali difficilmente riescono a venire fuori, per cui si incacchiano da morire con quello che gli impedisce le realizzazioni, però non possono fare a meno di quello perché quello rappresenta comunque una dimensione interna che poi è stata messa all’esterno, per cui se non sanno fare bene questa ribellione rischiano di farsi male male male male.

E e qui dovremmo entrare in un discorso di eziopatogenesi, da dove viene la la malattia mentale eccetera, che ci porterebbe decisamente lontano. Quello però che noi continuiamo a vedere è sotto gli occhi di tutti, cioè quante situazioni ci sono e forse direi non soltanto del depresso, perché il depresso purtroppo poi alla fine si allea col violento, cioè quasi gode se certe cose non si realizzano, va contro, stupidamente, però si allea col più violento e però questa cosa noi la vediamo ormai, scusate il salto che faccio dal livello psicologico a un livello decisamente più ampio di geopolitica (che poi di geopolitica non ci capisco niente), in cui vediamo la storia dell’essere umano e oggi è sotto gli occhi di tutti, guardate, insomma, Trump, Putin, Netanyahu, per non parlare del nostro, cioè della figura che sta facendo il nostro paese, l’Italia, veramente cose disgustose. Però la domanda è, ma questi personaggi rappresentano davvero gli esseri umani? Perché questa è la domanda, perché sennò appunto mi si dice vabbè, ma quella è la natura umana, da che mondo è mondo c’è sempre stata la guerra, i conflitti… Ecco, io sarei pronto a scommettere: andate in Russia, dai russi a dire “Ma a voi fa tanto piacere andare a fare la guerra agli uccraini e viceversa, e provate a sentire gli israeliani se sono tutti felici eh di questo schifo, no, di genocidio che sta portando avanti Netanyahu.Io sono certo che la gente ha voglia di divertirsi, di giocare, di suonare, di realizzarsi, di fare l’amore eccetera, ma non di fare queste cose. E allora che diavolo succede? È come se l’essere umano, e qui ritorno al discorso iniziale, non ce la facesse ancora a pensare ad una realizzazione che vada oltre la razionalità che deve tenere a freno una dimensione interna malata. No, lo Scorpione ce l’abbiamo tutti noi. È come se ancora non ce la facessimo a raccontarci fino in fondo che la nostra realtà umana non è quella della ragione, non è lì la sanità, perché sennò facciamo sistematicamente una delega nei confronti delle persone più violente, più spietate, più sporche che comunque controllano e tengono a bada l’emergenza di chissà quale follia verrebbe fuori qualora ci si ribellasse a queste cose e si tirasse fuori qualcosa di realmente umano. Per cui poi rischiamo tutti di allearci con lo Scorpione rischiando poi di fare la fine – non voglio spoilerare nulla – della rana.

Marco Michelini

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