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LA MATERNITA’ SURROGATA

LA MATERNITA’ SURROGATA

Viviamo in un periodo in cui è difficile esprimere le proprie opinioni senza essere incasellati in una tifoseria dove la norma è insultare chi non la pensa come te. È sufficiente dire che gli americani hanno alimentato la guerra in Ucraina per essere definiti putiniani oppure se provi a dire che Netanyahu sta massacrando i palestinesi a Gaza, allora sei un nazista che vuole sterminare gli ebrei. Se ti fai qualche domanda sull’identità sessuale, apriti cielo, diventi immediatamente un fascista reazionario omofobo. Penso però che proprio in un periodo come questo sia necessario andare sui contenuti per consentire a chi vuole farsi un’idea di avere qualche spunto di riflessione.

Per quanto riguarda la maternità surrogata, non c’è la solita linea netta che divide in due destra e sinistra, conservatori e progressisti. Intendiamoci qui non mi riferisco alla legge, assurda e violenta, che la rende reato universale, ma soltanto alla gestazione per altri, al cosiddetto “utero in affitto”.

Ovviamente ci sono i gruppi iper-ideologici, religiosi, la destra e i comitati pro vita che sono compattamente contrari. Anche se poi balza agli occhi una contraddizione: come mai proprio loro che continuamente ci dicono che la realizzazione della donna passa attraverso l’essere  madre, sono poi contrari a far sì che altre donne lo diventino? Ma la contraddizione è solo apparente perché evidentemente per costoro essere mamme significa fare 9 mesi di gravidanza, il fatto biologico riproduttivo. Posto che ovviamente – ma di questi tempi è opportuno ribadirlo – la prima aspirazione di una donna non deve essere fare la mamma, trovo francamente umiliante e mortificante ridurre l’essere madre a qualcosa di meccanico e ripetitivo, anche le vacche fanno 9 mesi di gravidanza, ma essere madri è ben altro secondo me. 

Forse mi sbaglio però credo che proprio in questo passaggio si annidi un problema che riguarda anche molte persone non schierate che rispetto alla maternità surrogata sono perplesse, hanno un’istintiva reazione di rifiuto, come se secoli di Cristianesimo, con l’anima che scende nell’embrione, avessero lasciato una traccia anche in coloro che non se ne rendono conto.

Se proviamo ad uscire da questo disgraziato paese e ahimè anche dall’Europa (con piccole eccezioni) con le sue radici giudaico cristiane, ci accorgiamo che ci sono tanti paesi (65) dove la maternità surrogata è legale, in altri (35) è legale la cosiddetta maternità solidale, quella senza pagamento. Senza entrare nel dettaglio, possiamo dire che in questi paesi la preoccupazione prevalente dei legislatori è stata quella – giustamente – di impedire eventuali conseguenze di natura sociale quali abusi e sfruttamento, ma non ha riguardato il fatto in sé, la gestazione per altri.

Questo ci porta a dire che ci sono tanti paesi nel mondo che considerano, correttamente a mio avviso, la gravidanza un fatto puramente biologico e che quindi l’essere madre si realizza dopo la nascita, nel rapporto col bambino nato. Ovvero in tutti questi paesi c’è il pensiero che l’essere umano realizza la propria mente alla nascita e conseguentemente il feto non fa alcun rapporto psichico o mentale o affettivo con la madre. Pertanto, non c’è alcuna stortura né tantomeno alcun abbandono, se la riproduzione biologica viene affidata ad una donna che generosamente si presta o meglio presta il proprio utero per fare un’azione benefica ad un’altra donna. 

Peraltro faccio notare che ci sono studi avanzati sulla realizzazione dell’utero artificiale per i neonati pretermine e non è da escludere che si possa arrivare in futuro all’ectogenesi completa, cioè a compiere la gestazione dall’inizio alla fine all’interno dell’utero artificiale.

È importante chiarirci le idee su queste cose perché se l’identità umana – e non mi riferisco quindi agli aspetti somatici ma alla mente – fosse determinata biologicamente, si andrebbe dritti dritti verso il razzismo. E questo forse è ciò che porta alcune persone ad avere tanta paura ed ostilità verso i migranti, come se fossero intrinsecamente, geneticamente, psichicamente diversi da noi. Per cui, tanto per dire, i bianchi nascerebbero intelligenti, i verdi stupidi, i viola cattivi e così via…

Invece dobbiamo sapere e pensare che tutti i bambini nascono uguali, in qualsiasi parte del mondo, di qualsiasi colore essi siano e possono anche aver avuto una madre malatissima sotto il profilo psicologico, una grave malata di mente, ma essi nasceranno come tutti gli altri: umani, profondamente umani…poi semmai ci penseranno gli adulti a farli diventare disumani!

Marco Michelini

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