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E’ colpa mia

E’ colpa mia

E’ colpa mia. E’ colpa mia perche’ litigo, perché parlo, perché mi muovo. E’ colpa mia perché non consolo, non resto, me ne vado. E’ colpa mia perché non sono mai riuscita a rimanere ferma per tanto tempo anche quando agli altri forse serviva. È colpa mia perché ho studiato senza curarmi di nient’altro, perché penso quello che voglio. E’ colpa mia perché spesso non accudisco, perché provo a non adeguarmi. E’ colpa mia quando non capisco la necessità degli altri di stare tranquilli, quando divento irrequieta, quando smetto di rispondere, quando sto zitta. E’ colpa mia quando impedisco agli altri di farmi male.
Invece io credevo che fosse colpa mia quando faccio o ho fatto star male gli altri, quando non ho capito le loro cose belle. Pensavo fosse colpa mia quando non ho lasciato a qualcuno lo spazio per andare avanti, quando l’ho voluto fermare per un mio stupido bisogno di vicinanza. Credevo fosse colpa mia quando gli occhi non sono stati abbastanza intelligenti da rimanere aperti e vedere anche quello che non andava. Lo penso ancora.
In passato ho pensato spesso che fosse colpa mia la mia sola esistenza. Che solo il fatto di respirare fosse terribile figuriamoci provare ad essere me stessa, figuriamoci provare a dire “no”.
Ora, in questi giorni in particolare, penso che i sensi di colpa siano una cosa stupida, che i giudizi su se stessi e sugli altri non contino nulla e rompano solo le palle.
Ora dopo tanti anni e tanti sbagli mi sorprendo quando qualcuno mi da la colpa di non essermi fermata, di non essere buona, di non aver capito il bisogno di stare tranquilli, anche se capisco come si sente.
Forse è colpa mia, ma stavolta anche se è difficile questa colpa mi piace tanto.

Gioia Piazzi

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