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TUTTI AL MARE

TUTTI AL MARE

Le immagini delle migliaia di ragazzi e ragazze che approdano a Ceuta hanno fatto il giro del mondo, dimostrando ancora una volta come il web sia in grado di farne scomparire i confini.

Magia, illusione, utopia, quella di abitare un pianeta che sia realmente di tutti?

Attualmente è di certo così, ma forse esiste già una creatura talmente magica da far sparire ogni limite, capace di spostare sempre più in là i confini dell’umanità, della verità e della decenza per fare spazio alla propria ingordigia di denaro e potere.

Certa politica.

E si potrebbe chiamarla così se non fosse un’offesa per chi pensa che la politica debba interessarsi delle persone e non dei sondaggi, per chi pensa che la capacità di rendere gli elettori ammirati, spaventati o ciechi prima o poi franerà davanti alla realtà delle cifre degli stessi sondaggi:

Le prime 5 preoccupazioni degli Italiani riguardano infatti inflazione, sanità pubblica, ondate di calore, caro carburanti e tensioni internazionali, per non parlare del dato più preoccupante di tutti, che spinge le maree umane a rischiare la vita per spostarsi nel mondo col miraggio di ottenere lavori sempre più simili alla schiavitù: circa il 3% della popolazione mondiale detiene la ricchezza del restante 97%.

Alcuni esperti dell’economia capitalistica la chiamano la ‘tirannia perfetta’, ma rappresenta anche una sfida crudele, una lotta impari cui nessun esercito potrebbe mai fare fronte.

Come fare per affrontare un problema così grande, si saranno chiesti allora i sovranisti, che già dal nome capisci che non hanno nessuna alternativa politica se non quella di rendere sudditi i cittadini.

Facile, avranno risposto i profeti del marketing dispensatori di tecniche mutuate dalla psicologia cognitiva.

Se un problema ti appare insormontabile, dividilo in una serie di problemi più piccoli, così potrai affrontarlo e risolverne uno alla volta, un po’ come accade nella moderna psicologia dello sport.

Come pensare di correre i 42 km di una maratona o giocare i 5 interminabili set di uno Slam senza rinunciare ancor prima di allacciarsi le scarpe?

Visualizzando il percorso come diviso in più tappe, sezionandoli in un tratteggio di punti, raccomanderebbero gli esperti di Coaching: frazionando l’immagine dello sforzo la mente si illude e la fatica si inganna.

Perché non fare lo stesso anche con le persone?

La politica come lo sport allora: che partecipino in pochi ma vinca il più forte.

Che si dividano i popoli, che si riduca l’umanità in fazioni via via sempre più piccole, che del mondo non restino che miliardi di persone separate tra loro, talmente convinte di essere sole e insignificanti da non destare più nessuna paura.

Poche semplici regole: dividi et imperapanem et circenses..

E dopo averli divisi e sfiniti con una miriade di immagini gestite da pochi illusionisti bugiardi, riempiamoli di slogan ad effetto come “Assalto all’Europa.. invasione di massa.. minaccia all’integrità.. sostituzione etnica.. chiudere Schengen..” et voilà signore e signori:

A noi gli occhi please, e non una parola su quelli che non ce l’hanno fatta..

Vedrai, faranno più paura quei ragazzi che approdano a mani nude sulle spiagge che le nostre armate che invadono interi paesi, sarà più forte l’orrore di vedere la ricerca di un futuro migliore che annaspa per qualche ora nel mare delle migliaia di missili e droni che ogni giorno lanciamo nei cieli, perché si indigneranno di più, si arrabbieranno di più, perché quella forza di continuare a sognare e lottare l’abbiamo forse sconfitta da tempo.

Pensa te, non vanno più nemmeno a votare, passano il tempo cercando di fregarsi tra loro!

E non importa se verrà fuori che abbiamo gestito tutto per spaccare l’Europa e attaccare il modello di integrazione Spagnolo, non importa se abbiamo radunato e illuso migliaia di persone con un miraggio di libertà mentre raccontavamo agli altri che stavano rischiando di perderla, o che lo stretto di Gibilterra sia impossibile da attraversare se non in nave o traghetto, e che la sospensione di Schengen è una balla mediatica visto che il trattato non si applica per le città Spagnole in Marocco, tanto le smentite da prima pagina vengono sempre pubblicate sull’ultima.

Insomma che vuoi che siano tre o quattro fregnacce in più, infiliamo nella testa della gente certe immagini, associamole ad un’emozione forte come la paura, vedrai che dalle loro spiaggette scruteranno l’orizzonte temendo di vederli arrivare anche da lì..

Mica siamo scemi, abbiamo consultato la psicologia anche per quello.

Insomma non c’è che dire, sembra abbiano pensato un po’ a tutto, eppure sono convinto che ogni piano politico che non preveda un’idea di uguaglianza sia prima o poi destinato a fallire, e che questo non faccia eccezione.

Quando i diritti delle persone diventano dividendi per gli azionisti, quando pochi delinquenti si mettono d’accordo su come raggirare l’umanità, quando si spingono i più deboli a farsi la guerra tra loro, si sta forse annebbiando la vista e alimentando la cecità, ma nel frattempo gli altri sensi si espandono.

E quando questo delirio di onnipotenza si scontrerà con la realtà del sentire e del sapere umano, la paura di ciò che non conosciamo non basterà più, e sarà la fine del neo-oscurantismo dei nostri tempi, di questo liberismo fraternicida.

Perché c’è stata un’Italia dove le idee solidali e la speranza in una convivenza sociale pacifica hanno raggiunto più del 33% dei voti, quasi 12.000.000 di persone unite nella voglia di partecipare alla storia per poterla cambiare.

Cosa è stato di quella marea rossa?

Delusa, forse.

Compromessi storici e giravolte politiche, promesse di austerità e rincorsa dei privilegi hanno portato alcuni ad occupare gli stessi posti di potere che cavalcando quella marea avevano promesso di far cadere, lasciando che la distanza dalle persone facesse il resto.

La risacca, l’hanno chiamata.

I volti dei ragazzi che camminano per le strade di Ceuta, non sono poi tanto diversi da quelli che si incontrano nelle nostre periferie, volti di generazioni a cui sono state voltate le spalle, a cui sono state propagandate libertà gratuita e democrazia a basso costo, diritti che invece hanno un prezzo altissimo, come tutte le guerre di resistenza ci hanno insegnato.

C’è forse un problema più grande della povertà, ed è la disuguaglianza.

La ragazza di Ceuta che aiuta una sconosciuta in Hijab e l’uguaglianza umana per nascita sono le immagini che porterò con me questa estate.

Le loro mani formano un cuore, vedi?

Marco Randisi

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Foto scattata da: Anna Nekrashevich
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