PSICOTERAPIA – DIRITTI CIVILI – ADHD

Buongiorno a tutti. Oggi vorrei fare un brevissimo video su alcuni temi che secondo me vengono affrontati con un po’ troppa leggerezza. Sto parlando sempre ovviamente dell’ambito della psichiatria, in particolare della psicoterapia. Mi riferisco al fatto che da fonti autorevoli si sente sempre più spesso dire che lo psicologo deve essere il difensore dei diritti umani. Sembra essere una cosa molto bella, però secondo me nel momento in cui parliamo di cura, non sempre le due cose, cioè diritti e cura, vanno nella stessa direzione. Provo a fare alcuni esempi. Uno, quello ovvio della chirurgia estetica. Ma è chiaro che un ragazzo o una ragazza maggiorenni hanno tutti i diritti di accedere alla chirurgia estetica. Però siccome parliamo sempre di persone che vengono nel mio studio, ovviamente non di persone che si rivolgono liberamente al chirurgo estetico, se io vedo che sotto c’è una dismorfofobia, cioè un problema psichico, io ho il dovere di lavorare su quello e di curare quello a prescindere da quello che è un suo diritto. Discorso ancora più evidente, secondo me, è quello delle transizioni di genere, dove se noi ci consideriamo difensori dei diritti, secondo me, perdiamo di vista quello che è il nostro specifico, che dovrebbe essere quello della cura. Stiamo sempre parlando di una persona che viene nel mio studio perché oggi per poter accedere alla transizione di genere è necessaria questa diagnosi di disforia di genere. Solo che la disforia di genere è una cosa del tutto cosciente, cioè la persona avverte questa incongruenza tra il genere e il proprio sesso biologico e sente di voler riallineare le cose. Per cui io però penso che a quel punto in quanto psicoterapeuta, anziché seguire quello che ci dicono i manuali e cioè se c’è questa diagnosi di disforia di genere, allora una volta diagnosticata dallo psicoterapeuta si accede, si può accedere al trattamento. Ora sono in molti oggi a dire “Ma che ci possiamo a fare attraverso lo psicoterapeuta? Dal momento il problema non è più identità di genere, per cui non è più un problema di salute mentale”. Ok? Ora il punto è questo: se un paziente, una persona viene da me, nel mio studio, chiedendomi questo riallineamento, io credo di avere l’obbligo di capire che problematica c’è sotto e se è il caso cercare di modificare la mente piuttosto che il corpo, altrimenti divento un passacarte. Cioè, nel momento in cui questa persona viene da me e mi dice: “Ho la disforia di genere”, cioè “mi sento a disagio per queste cose”, io automaticamente faccio questa diagnosi e lui ha questa possibilità di accedere al trattamento. A me sembra veramente sbagliato questo appiattirsi sulla difesa dei diritti, perché perdiamo di vista quello che è il nostro specifico, cioè che noi dobbiamo vedere che cosa c’è che non funziona. Dopodiché sono io il primo a dare il voto a chi difende i diritti di queste persone, ad andare in piazza a a difendere i diritti dei transgender, per esempio. Ma non posso confondere le due cose nel momento in cui questa persona viene a studio da me e io credo di avere il dovere di capire quale sia il suo problema. L’altra cosa di cui vi volevo parlare è questo discorso dell’ADHD che oggi si sente strombazzare da tutte le parti, ormai l’avete sentito in tutte le salse! Le le diagnosi stanno aumentando in maniera esponenziale e ci sono m autorevoli scienziati che ci dicono che l’ ADHD è dovuto a un cervello che funziona in modo diverso, per cui noi dobbiamo trattare l’ADHD, il portatore di ADHD, come un diverso, è proprio diverso come funzionamento. Ora è chiaro che nessuno può pensare di andare a curare un diverso. Lo facevano i nazisti, insomma, però sarebbe un atto violentissimo, ovviamente. Però proviamo a pensare invece se queste disattenzioni, queste impulsività, insomma questi sintomi che caratterizzano l’ ADHD in realtà siano dovuti ad un disagio interno. E allora a quel punto il discorso si ribalta, cioè noi abbiamo il dovere di curarlo e se non lo curiamo siamo violenti, quindi cambia completamente completamente tutto. Ora, su questi temi vedo che c’è uno scarso dibattito anche rispetto al discorso della transizione di genere sui manuali si dice che la psicoterapia non ha avuto effetto sulla disforia di genere e questo potrebbe essere un bell’ argomento per approfondire il discorso della psicoterapia o meglio delle psicoterapie perché probabilmente lo sapete ma oggi il discorso della psicoterapia non è affatto univoco. A seconda della persona da cui andate, ricevete una risposta completamente diversa da quella di un altro professionista. E qui non stiamo parlando di chi è più bravo e meno bravo, questo accade ovviamente in tutte le professioni. No, no, proprio approcci completamente diversi. Comunque vabbè, era solo così per darvi degli spunti di riflessione, poi se mi fate sapere come la pensate mi fa piacere.
Marco Michelini

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