VOLEVO ESSERE UN DURO

Gli “uomini veri” non piangono, non manifestano le loro emozioni, non hanno mai paura, sono sempre certi delle loro decisioni, devono farsi rispettare, sono virili, forti fisicamente e molto spesso considerano le donne come oggetti o comunque come cose di loro proprietà da controllare o al più da esibire (o almeno fa figo sembrare così!).
Può capitare fin da piccoli di essere cresciuti con questo ideale sbagliato come sostanziale differenza tra maschi e femmine: sono le donne quelle emotive, che piangono, che hanno bisogno di essere rassicurate, protette, gestite, controllate.
Ma siamo sicuri che in queste affermazioni ci sia qualcosa di davvero riconducibile al solo concetto di uomo o donna?
Il saper esprimere le emozioni, amare, piangere, avere paura, essere forti e coraggiosi, sicuri di sé non sono qualità o comunque caratteristiche che potrebbero e/o dovrebbero riguardarci tutti indipendentemente dal nostro sesso?
Ho sentito dire che il problema potrebbe risolversi con l’introduzione nel sistema scolastico e universitario di percorsi formativi di ‘Educazione emotiva, affettiva e relazionale‘ oppure censurando alcuni cantanti che parlano delle donne e dei rapporti in maniera, come dire … un po’ violenta.
Ben venga che il problema sia tanto evidente da prenderlo in considerazione o quanto meno tentare di affrontarlo, ma siamo sicuri che la scuola ha o può avere l’intera responsabilità di tutto questo?
E siamo altrettanto sicuri che solo ascoltando una canzone (che può piacere oppure no) mi convinco che il modo di avere un rapporto d’amore sano sia quello di insultare l’altro o dominarlo sessualmente?
Penso che la famiglia, la società in cui viviamo e la cultura dominante abbiano la loro fetta di importanza. Penso che ci indigniamo ancora troppo poco quando questa parità di genere in realtà non la sentiamo davvero viva e presente anche nella vita di tutti i giorni.
Sono convinta che c’è un arduo lavoro da compiere ma sono estremamente fiduciosa nelle cose che cambiano.
Penso fosse di questo che volevo parlare quando ho iniziato a scrivere queste righe.
Anche quella di Lucio Corsi è “solo una canzone” ma ha fatto parlare molto e allora mi sembrava il caso di accennare qualcosa anche qui; questo blog è pensato per gli adolescenti ma letto anche da persone di tutte le età per cui chissà, potrebbe nascere un dibattito interessante sul titolo della canzone “Volevo essere un duro”!
Lucio Corsi però, oltre ad essere un essere umano, è anche un uomo e ci dice qualcosa di diverso e forse è per questo che si è fatto tanto notare.
Essere fragili, sensibili, delicati non appartiene solo alle femmine o ai maschi deboli. Appartiene agli esseri umani.
Ho visto uomini piangere dall’emozione, coccolare animali, aiutare le persone in difficoltà senza per questo sembrare meno forti, decisi, sicuri e …bellissimi.
Poi ATTENZIONE se è vero che un uomo può manifestare così la propria sensibilità è vero allo stesso modo che può essere molto sensibile senza commuoversi per un film o coccolando un gattino eh! (e viceversa).
Però dai ci siamo capiti. Ognuno dovrebbe sentirsi libero di essere com’è senza temere il giudizio di una società, una cultura che certe regole (non scritte) sembra imporle eccome!
Forse i veri “duri” sono quelli che resistono e esprimono liberamente sé stessi senza preoccuparsi di sembrare strani, deboli …
E voi quand’è che volevate essere duri e invece avete capito che la vera forza è la delicatezza dei pensieri, dei gesti e dei sentimenti?
Valeria Verna

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