Passa al contenuto principale

NORMA CROSSETTO

NORMA CROSSETTO

Ogni mattina mi concedo un quarto d’ora per fare colazione, tra cornetto e cappuccino sfoglio il giornale. Una specie di rito con il quale mi prendo un tempo per immergermi nelle storie del mondo prima di affrontare la mia piccola giornata. Spesso non è una lettura “leggera” perché la narrazione mi riporta ad immagini di violenza, di guerra, di dolore di anaffetività che mi sembrano così stupidamente lontane dalla realtà umana…eppure ci sono,ogni giorno.

Immagini degli ostaggi israeliti liberati, dell’uomo che tornando a casa scopre che moglie e figlie sono state uccise, Gaza rasa al suolo, le immonde proposte edilizie del Presidente degli Stati Uniti, l’oltraggio al sacrario per le vittime della foiba di Basovizza…già le foibe. Mi fermo un momento, riaffiorano memorie degli anni da docente in cui affrontare con le classi quinte la storia della seconda guerra mondiale era come iniziare un percorso ad ostacoli, scivoloso e complesso in cui il rischio di “perdersi” in rigidità ideologiche o in questioni di lana caprina era dietro l’angolo (“il fascismo è stato meno peggio del nazismo”; “anche i partigiani hanno commesso atti violenti”; “le foibe sono state come i campi di sterminio”…erano le trappole da evitare ad ogni lezione).

Ricordo che allora cercavo di spostare l’asse verso la ricerca…la ricerca sulla violenza: come nasce, perché, come può arrivare a diventare fascismo, nazismo, foibe di ieri, Gaza di oggi, la ricerca come possibilità di rifiutare il disumano, di costruire una memoria critica del passato per aiutarci a vedere il presente e a difendere il futuro.

Raccontavo allora ai miei studenti la storia di Norma Crossetto, la storia della morte, dopo atroci violenze sessuali e torture, di questa giovane italiana istriana uccisa dai partigiani istriani nell’ottobre del ’43. Norma fu seviziata, stuprata per giorni ed infoibata perché, proveniente da una famiglia di fascisti istriani, si era rifiutata di unirsi alla lotta partigiana .E ‘una storia scomoda ma mi ha sempre colpito perché Il suo calvario è simile a quello di tutte le altre donne, di tutte le guerre, che hanno pagato e pagano sul proprio corpo la violenza maschile. Norma è Il corpo femminile che non va semplicemente distrutto ma violato, offeso, umiliato, annullato. Norma è ogni donna di Gaza, Norma è il triste bollettino dei femminicidi…

Chiudo il giornale…torno alla mia quotidianità lucchese e ora capisco perché, negli ultimi giorni, mentre leggevo la posta della presidenza, ho provato un certo fastidio nel vedere ben 13 email più o meno istituzionali in cui si sollecitavano le scuole alla promozione di iniziative sulla “giornata della memoria”. Tutto condivisibile certo…ma…manca decisamente qualcosa.

Sara Lazzaro

EmailWhatsAppFacebookTwitterLinkedIn
Seguici sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

NORMA CROSSETTO
Rimani aggiornato! iscriviti alla nostra newsletter