ERAVAMO QUATTRO AMICHE AL BAR…

Ogni tanto mi rivedo con le amiche dell’adolescenza, vite di donne che attraversano la mia tra spritz, ricordi, esplosioni di risate e racconti…tanti racconti. Siamo cresciute insieme e ognuna nel tempo ha costruito la sua strada tra cadute e risalite, come tutti credo. Quando siamo tra di noi, non so perché o per come, ma i racconti alla fine si concentrano sempre sul rapporto con il misterioso universo maschile. C’è chi si lamenta del fidanzato, chi del marito, chi dell’amante, chi sia del marito che dell’amante! Le ascolto sorniona e devo dire che anche io partecipo attivamente alla conversazione ma ultimamente mi colpisce tantissimo l’apparente conoscenza che mostrano nel descrivere le caratteristiche psichiche dei “fortunati” con cui si relazionano. <<È un narcisista patologico, te lo assicuro! Ha tutti i sintomi>>, << il mio invece è un depresso, ho verificato>> e poi c’è il bipolare, il borderline e così via…
Insomma, sembra di ascoltare la versione pop-casalinga di un manuale di pseudo-psichiatria di terz’ordine. Provo a scavare le fonti di tanta conoscenza e scopro esterrefatta che si tratta di una miriade di video presenti in rete (whatsapp, facebook, tik tok…) di presunti psicologi, psicoterapeuti, mental coach e simili che promettono di insegnarti tutte le strategie più nascoste per capire il tuo “malato” accompagnatore e imparare a difenderti…No vabbè…
Ma davvero pensiamo che sia possibile utilizzare una semplicistica classificazione di comportamenti più o meno comuni per definire la realtà umana e psichica di una persona? Ma davvero pensiamo che ascoltando quattro nozioncine on line saremo in grado di gestire meravigliosamente qualsiasi relazione e di capire l’altro senza magari aver capito ancora nulla di noi stessi? E poi perché quella meravigliosa branca della medicina che è la psichiatria deve essere ridotta in queste condizioni…svenduta per due soldi nel mercato della superficialità conoscitiva, meretrice di soluzioni in pillole.
Credo che in ogni relazione sia essa un amore, una passione fugace o una tresca estiva in fondo ci giochiamo sempre un pezzetto di noi ed è forse per questo che inevitabilmente ci affascina e ci spaventa. È difficile capirsi con i maschi? Si, ma provarci è troppo divertente e non mi piace l’idea di un catalogo di prototipi tipo postal market in cui inserire tutti gli uomini che ho amato o quelli che amerò. Mi piace invece l’articolo di Gioia Piazzi Le donne sono pazze che ho letto come una bellissima pretesa d’amore, mi piace l’idea che ci sia una musica negli uomini e nelle donne che a volte risuona con le stesse note, a volte no… ma non importa perché, sempre e comunque, sarà possibile cambiare i musicisti.
Sara Lazzaro

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