RADICALI LIBERI

I radicali liberi (o semplicemente radicali) fanno parte di una specie chimica molto instabile, e quindi molto reattiva, e già da questa prima riga si capisce che sono dei tipi assai complicati, perché ditemi voi come si fa a definirsi liberi e radicali se poi si finisce per appartenere a una specie..
Comunque sia, vengono definiti come ‘delle entità molecolari costituite da un atomo o da una molecola nelle quali è presente almeno un elettrone spaiato‘, ed è proprio quest’ultima caratteristica a renderli così particolari e, peccato per loro, a renderne la vita media piuttosto breve.
Ma non è che scompaiono o muoiono, è che si trasformano..
Infatti la loro reattività li porta spesso a legarsi ad altri radicali, per esempio appaiando i rispettivi elettroni spaiati (io davvero, boh..) fino a formare un legame covalente, oppure a sottrarre un elettrone ad altre molecole, dando così vita agli anioni.
Ma le loro proprietà non si fermano qui, perché sono perfino in grado di estrarre un atomo da una molecola vicina, formando un altro radicale e innescando così delle reazioni a catena..
Chi conosce la chimica (non io, ma grazie Wikipedia..) sa che anche gli ioni possiedono caratteristiche simili, solo che i radicali sono mooolto più reattivi, quindi si combinano più facilmente..
Ma c’è di più, perché per non farsi mancare niente (o forse per farci dispetto!) possono formarsi anche delle particolari entità costituite dal loro legame, gli ioni radicali..
Insomma si legano, si slegano, e poi si rilegano, si spaiano e si riappaiano, e a pensarli così sembra di vederli volteggiare in un valzer infinito, tutti presi a scambiarsi di compagnia rimanendo da soli quel po’ che gli va per poi abbracciarsi di nuovo, magari con qualcun altro.
In fondo succedeva così anche tra i banchi di scuola, anzi sui banchi di scuola!
“Vuoi stare con me..? (SI – NO – FORSE)”
Ma come nascono poi questi benedetti radicali?
Presto detto..
Si formano spontaneamente, sia in natura che in laboratorio, a causa della scissione di un legame covalente per azione della luce o del calore, quindi per farla breve la morale della storia è questa:
Per produrre qualcosa di nuovo serve energia, e spesso questa energia nasce proprio da.. una separazione!
Può essere il caso della fissione dell’atomo (però brrr, che paura parlarne oggi..) oppure quello del neonato, che quando viene alla luce crea la sua prima immagine (cioè il suo primo pensiero!) proprio perché si separa dal buio della pancia della madre, oppure..
Va be’ non è che separarsi sia mai tutto fiorellini e rose, però almeno non si sprecano energie per rimanere insieme per forza, una cosa tipo io tiro di qua che tu di la, perché cioè va bene impegnarsi che di facile nella chimica e nei rapporti non c’è praticamente niente di niente, però allo stesso tempo non è che separarsi vuol dire per forza lasciarsi..
Anzi!
A volte ci si può separare da quel che eravamo e dal modo in cui magari si stava insieme proprio creando qualcosa di nuovo, lasciando andare cose di noi che non ci appartenevano più ma che allo stesso tempo sembrava ci definissero per come eravamo, con il risultato che uno sentiva fortissimo il rischio di perdersi..
Di perdersi dentro.
Ed effettivamente quel rischio c’è, motivo per cui una delle frasi più difficili da capire per chi come me è un po’ capoccione, è quella che ho sentito dire un sacco di volte, e cioè che le separazioni migliori sono quelle che non riescono.. finchè non riescono!
Non so a voi, ma solo a rileggerla adesso per non sentirmi di nuovo scemo mi viene voglia di mettermi a studiare un manuale di chimica..
Insomma, se in medicina è ormai accertato come i radicali liberi possano essere molto molto dannosi, tornando alla nostra metafora e perché no provando anche a buttarla in politica, cos’è che li renderebbe così pericolosi?
Il fatto di essere radicali o di essere liberi?
Non saprei, e forse in modo molto poco radicale mi verrebbe da dire entrambi, perché se si tratta di scegliere tra ali e radici si rischia di rimanere seduti per sempre sul ramo dell’albero.
Al riparo si, ma pure nascosti.
Marco Randisi
Pochi giorni fa è morta Emma Bonino, e rileggendo la sua vita fatta di coraggio e battaglie (tipo quella sul divorzio solo per citarne una..) ho sentito una tristezza che non saprei definire in altro modo se non profonda, come se oltre al miglior Presidente della Repubblica che non hai mai avuto, se ne fosse andata anche un’amica che non hai mai conosciuto..
Una di quelle poche persone a cui tanti devono molto..

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