RINASCIMENTO PSICHEDELICO

Ci troviamo senza dubbio in un momento storico difficile, immersi come siamo nel continuo turbinio di urla, minacce, offese, guerre, risse, ricatti, scandali e stupidità per cui c’è davvero poco da stare allegri.
Ci sono poi accadimenti in grado di sorprendere o lasciare interdetti e perfino turbare quelli che non vogliono cedere all’idea che al peggio non ci sarà mai fine, fatti ai quali ci si augurava di non dover mai assistere, come la Nazionale fuori dai mondiali per tre volte di fila, la grazia a Nicole Minetti, l’addio al calcio di Totti o Calderoli Ministro..
“Speravo de morì prima?” (cit.)
No dai, alla fine la speranza la spunta sempre!
In fondo la storia dell’umanità è costellata tanto da delusioni e sconvolgimenti quanto da scoperte sensazionali, che seppur in grado di generare sgomento lasciano comunque spazio a orizzonti nuovi e inesplorati, a patto di fare i conti con i propri limiti.
Man mano che le conoscenze aumentano infatti, l’essere umano può farsi più piccolo oppure più grande, e la buona notizia è che in un certo senso il modo in cui riusciamo ad affrontare certi salti di conoscenza dipende soprattutto da noi.
Ad esempio le tre grandi ‘ferite narcisistiche’ del genere umano, così come definite da Freud e che di sicuro hanno prodotto conseguenze epocali, sarebbero state inflitte rispettivamente da Copernico (la terra non è il centro dell’universo, ma gira intorno al sole) Darwin (l’essere umano non è una creatura divina, ma discende dagli animali) e dallo stesso Freud, che sosteneva che l’Io “non è padrone a casa propria” in quanto segretamente dominato dall’inconscio.
Certo, Freud si riferiva all’inconscio come ‘non conoscibile’ e naturalmente perverso (perché allo stesso modo considerava i neonati e quindi gli esseri umani) e uno potrebbe pure farsele bastare tre sberle così, se non fosse che se le prime due hanno ridimensionato eccome l’onnipotenza di pensiero nei relativi periodi, la terza dovrebbe imporre riflessioni molto profonde ancora oggi, in particolar modo vista la cultura psichiatrica che ci troviamo ‘costretti’ ad abitare, manco fossimo soffocati dalle sue spire.
Se la scoperta degli spazi sconfinati dell’universo è stata capace di rivoluzionare la conoscenza, lasciando sgomenti di fronte alle sue proporzioni, le ricerche sull’inconscio sono state utilizzate da alcuni prima per spaventare, e poi per controllare le persone, fino a sbarcare in America dove sono finite preda della migliore tradizione pragmatica made in U.S.A.
Fino alla metà del ‘900 infatti il paradigma dominante era quello comportamentale (poi affiancato da quello cognitivo) e, anche se sembra incredibile, a mandarlo in crisi è stata una scoperta a pensarci oggi per nulla sensazionale, quella della motivazione, cioè la naturale capacità degli esseri umani di agire e reagire in modo diverso dagli animali, i cui comportamenti sono basati sulle spinte istintuali.
Apriti cielo, fine del modello stimolo/risposta.
Esiste la motivazione?
Per di più può essere inconscia?
Ma questo è il nuovo mondo da colonizzare, altro che Marte, appropriamoci di queste ricerche e creiamo subito immagini subliminali in grado di far venire voglia di coca cola mentre si guardano i film al cinema, e insomma poi, smettiamola una buona volta di parlare male dell’inconscio che poi la gente si spaventa, non parliamone più, stiamoci zitti e cerchiamo di ipnotizzare le persone.. da sveglie!
Consumeranno cose di cui magari non hanno bisogno si, ma almeno crederanno che stiano scegliendo loro di farlo!
E oggi che il paradigma cognitivo comportamentale sembra costretto a confrontarsi con i propri evidenti limiti, visto che i tassi della patologia mentale aumentano senza sosta in tutto il mondo, e che la psichiatria organicista ha preso la propria sberla con il definitivo tracollo dell’ipotesi serotoninergica della depressione, insomma dopo decenni di ‘oscurantismo’ psichico cosa si è pensato bene di fare invece di rimettere al centro della cultura psichiatrica le dimensioni del non cosciente?
Rispolverare l’utilizzo di sostanze psichedeliche per allargare i confini della coscienza ed esplorarne aspetti altrimenti inaccessibili, pensando così di poter trattare le forme depressive farmaco-resistenti!
Oggi, nel 2026, quando non si fa altro che mettere in guardia i ragazzi dall’utilizzo di sostanze così pericolose, sempre oggi che persino Trump, che proprio un illuminato non è, si è lasciato sfuggire che se un tizio entra armato in un hotel per uccidere politici a caso forse non è ‘solo’ un fanatico cospiratore ma piuttosto è “…malato, molto malato!”
E non si è pensato di sperimentarle che so a Boston o a Chicago, e nemmeno a Gotham City, ma qui, in Italia, precisamente presso la stessa Università di Chieti dove fino al 2012 e per ben dieci anni si sono tenute lezioni di Psicologia Dinamica alla luce della Teoria della Nascita..
Bah..
Il colpo di coda del serpente morente?
Speriamo bene, perché dopo averla scampata con il Nobel per pace non so se sopravviverei a quello per la medicina..
Nel frattempo la ricerca sulla complessità umana continuerà ad andare avanti di generazione in generazione, così come quella sul pensiero non cosciente, che non solo è conoscibile ma soprattutto è curabile qualora si ammali, perché la ricerca rappresenta una di quelle particolari forme di eredità refrattarie ai notai di cui è capace l’umanità in senso lato.
Fare le cose insieme, magari per niente.
Marco Randisi

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