SOLO UNA LISTA DI COSE
C’è un pensiero che ogni inizio dell’anno mi attraversa e che si presenta alla mia porta. Toc toc! Chi è? Sono io! Io chi? La lista dei buoni propositi.
In questo 2026 vorrei… Mangiare meglio, rallentare, essere più presente, cambiare qualcosa di me. Un gesto minuscolo, spesso fragile e rivelatore.
Chissà perché all’inizio dell’anno sentiamo (o forse è una cosa solo mia?!) il bisogno di rimettere ordine, di scegliere cosa portare con noi e cosa lasciare indietro. Come quando alla fine di una relazione, vogliamo tenere solo quello che rimane di bello e gettare il resto, una questione di spazi interni, penso.
Cose da regalare:
- un libro sugli alberi
- una penna con quattro colori
- un viaggio immaginario in un paese lontano
- un foglio bianco
- il tempo
Mi chiedo sempre se, accanto ai propositi individuali, nella lista di ognuno, esistano anche propositi collettivi. Non obiettivi ambiziosi o astratti, no! Delle piccole scelte quotidiane: che persone vogliamo essere nel mondo, ad esempio, cosa siamo disposti a difendere, quali valori meritano di essere custoditi e quali invece devono cambiare. Come se da questa sciocchezza, da questa decisione silenziosa presa all’inizio di un nuovo ciclo, magari potessero dipendere le sorti dell’universo.
Ci sono cose che vanno custodite e fatte crescere, io credo: la dignità, l’uguaglianza, la possibilità di essere diversi senza essere esclusi. E ce ne sono altre che devono cambiare, come le abitudini quando si capisce che ormai non funzionano più: l’idea crudele di successo, di forza, di competizione come unica misura di tutto.
Mi viene da pensare che magari fare una lista di buoni propositi al giorno d’oggi potrebbe essere una specie di atto di resistenza, quanto meno al tempo che scorre senza chiederci il permesso.
Cose da fare:
- perdere tempo senza giustificarmi
- mettere in disordine
- annaffiare le piante
- imparare qualcosa che non serve
- scrivere, scrivere, scrivere
Resistere, che parola tormentata. La resistenza oggi non ha certo la forma del gesto eclatante, se pensiamo a quella che è stata la resistenza al fascismo. È piuttosto un movimento minimo, quasi invisibile: restare umani mentre tutto invita a consumare, immiserire, accelerare. È non lasciarsi trascinare dalla corrente, è fermarsi quando un certo tipo di mondo ci convince che l’unica cosa possibile è andare avanti, sempre più veloci, sempre più feroci. È difendere un pensiero e trovare la fantasia per resistere al nulla che avanza.
Forse quest’anno resistere può avere un nuovo significato. Resistere nel senso di scegliere come cambiare, nel senso di rallentare lo sguardo e permettere all’immaginazione di riprendere spazio. Resistere nel non fidarsi solo di ciò che appare. Perché l’essenza delle cose raramente si mostra in superficie: va cercata, ascoltata, le va prestata attenzione.
Cose leggere:
- le farfalle
- le poesie
- le passeggiate mano nella mano
- i vicoli del centro
- l’odore del camino
C’è questo fisico, Carlo Rovelli, che per grande fortuna di tutti, scrive libri (abbastanza) comprensibili sulla fisica. In un’intervista in occasione dell’uscita del suo ultimo libro, dice: «L’uguaglianza di tutte le cose è un po’ il cuore del libro. Io sono uno scienziato, un fisico, però l’interesse è sempre stato quello di collegare la mia fisica, la fisica che ho studiato, con il resto. Con le questioni che ci interessano fuori dalla fisica, nella vita quotidiana. Molti miei colleghi sono interessati all’unificazione, quella delle forze, che spieghi tutto in un’unica equazione. A me interessa l’unificazione fra la fisica, quello che abbiamo imparato del mondo e quello che sappiamo del mondo da sempre, la nostra vita quotidiana, le domande aperte. E di questo parla il libro. L’insegnamento principale che ci viene dalla fisica – da tutte le fisiche, da tutte le scienze – è che sbagliamo quando separiamo: il corpo e la mente, le cose viventi e le cose morte, il cielo e la terra, gli uomini e le donne, i pesci e i sassi e le sedie. Ovviamente tutte le cose sono diverse, ma non ci sono grandi tagli metafisici, non è che il mio corpo e la mia mente sono cose separate. Vivono tutti nello stesso spazio, fanno tutti parte della stessa natura».
Cose da migliorare:
- il meccanismo delle zip
- la mia forma fisica
- la capacità di spingere o tirare a seconda di quello che c’è scritto sulla porta
- il clima
- la sostanza di alcune idee
Ecco. Ispirata da questa idea di uguaglianza come qualcosa di assoluto e naturale, mi piacerebbe ricordare un paio di cose a chi ci “governa”. Che, ad esempio, non esistono gerarchie tra gli esseri umani. Che le parole sono importanti e non vanno usate per ingannare e per distorcere la realtà. Che Il mare non è così profondo e la memoria delle persone non è corta. E che se anche non esiste un modo per sapere con precisione in quale punto lasciare dei fiori tra le onde, l’acqua non è così diversa da altre tombe, e che una vita è una vita e centosedici vite non le puoi far sparire facendo finta di niente, lasciandole inghiottire dalla corrente. Magari ricordando questo sarebbe più semplice capire che quell’idea distorta, per cui alcuni valgono più di altri, nasce da qualcosa che, dentro di loro, si è spezzato: una frattura che li porta a propinare delle soluzioni statistiche, delle misure, delle classifiche. Mi piacerebbe dirlo a questi che ci dovrebbero governare che il loro sguardo è abituato solo a vedere superfici, non spazi.
Quest’anno credo che nella mia lista ci sia questo, e cercherò di resistere per custodire l’uguaglianza come intuizione profonda, non come parola da ripetere. Come a sentire, quasi fisicamente, che la delicatezza che ci attraversa è la stessa per tutti. Che il mondo non è fatto di individui isolati, ma di corpi, storie e speranze che si toccano continuamente, anche quando sembrano non farlo.
Cose da ricordare:
- il rumore dell’estate
- la luna al mattino quando ancora è in cielo e nessuno la guarda
- le api
- i polpastrelli
- che amare è difficile, ma è peggio non amare
Ilaria Serpi
Commenti (4)
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Il tuo articolo fa venire voglia di scrivere di leggere di saltellare e sorridere, di abbracciare e colorare.
semplicemente bellissimo cara Ilaria… wow!
Brava Ilaria. “Trovare la fantasia per resistere al nulla che avanza” è sempre più complicato ma è l’unica soluzione e persone come te mi danno fiducia sulla possibilità di riuscirci.
Bellissimo Ilaria …. Scrivere Scrivere Scrivere….e tu lo fai meravigliosamente !!!!
La tua lista è un arcobaleno…. colori colori colori per dipingere un nuovo modo di stare al mondo 💕
Le tue parole comunicano leggerezza e profondità, desideri e doveri, positivo e negativo…tutte le cose e gli aspetti che contraddistinguono noi poveri mortali. Grazie