Passa al contenuto principale

GEOMETRIA DEI RAPPORTI

GEOMETRIA DEI RAPPORTI

La retta è l’utopia.

È il rapporto senza inizio né fine. Ma non ci fidiamo di lei…è un rapporto religioso, non umano.

Mentre vera, ma comunque difficile, è la semiretta, un rapporto che ha un inizio ma non una fine

È il rapporto che cerchiamo?

Quello che arriva e resta. Non delude, non abbandona…ma non s’accolla.

 A differenza del segmento, che inizia…e poi finisce. Bene, male…non si sa.

Ma poi le cose di complicano…

Si passa a tre punti…e arrivano le figure, le dimensioni aumentano…

Il rapporto è più ampio, longitudine e latitudine disegnano forme nuove…ma ancora non basta.

La bidimensionalità non ci riscalda, così sottile da essere fragile, come un fotogramma a cui manca qualcosa.

Poi arriva lei, la profondità.

E tutto cambia.

È in questa nuova dimensione che ci riconosciamo.

Ed è qui che rischiamo.

Il rapporto trova uno “spazio” dentro e un peso maggiore. Posso costruire, posso spostare, aumentare, crescere.  

Ma lo spazio è legato all’ “avere” l’altro. E se non c’è…ci manca un pezzo.

È forse qui il terribile errore?

Vedersi e vedere l’altro come l’insieme di cose fatte o possedute.

Perciò nemmeno lo spazio…ci basta

E allora abbandoniamo la geometria per…

…addormentarci e sognarci più belli, dopo una storia, dopo una bella serata, dopo un anno di scuola, dopo una notte d’amore, dopo…dopo…dopo…

Il tempo ci aiuta a capire, che lo spazio è solo delle cose materiali.

E che la profondità sta nel vedere che c’è un prima e un dopo.

Perché se dopo…dopo…dopo… quel che c’è stato, non resta solo un fotogramma del passato ma l’immagine di un rapporto…

 ..sai che è cambiato tutto, anche se non puoi toccare più nulla.

Gianluca Ambrosini

EmailWhatsAppFacebookTwitterLinkedIn
Seguici sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GEOMETRIA DEI RAPPORTI
Rimani aggiornato! iscriviti alla nostra newsletter