COME GOCCE D’ACQUA

Vi ricordate quando eravate bambini qual era la domanda che più faceva inorgoglire, sbuffare commuovere, arrossire, disperare, gioire e sbraitare (non per forza in quest’ordine ne’ tutto insieme!) genitori, nonni, zii, amici di famiglia, insegnanti ecc?
Sono sicuro di si, e sono altrettanto sicuro che sia: “E perché..?”
Vi ricorderete allora anche quale fosse la riposta capace di farvi arrabbiare più di ogni altra, una di quelle capaci di farlo fino all’inverosimile, in grado di far inalberare un animale placido e pacioso come il Panda o armare fino ai denti un tipo votato alla calma e alla non violenza come Ghandi:
“Perchè si!!”
Ecco, tutta quella sana curiosità per i fatti piccoli e grandi della vita, tutta quella continua ricerca di risposte, quell’inarrestabile energia che mette in moto il movimento verso la scoperta, e quindi verso gli altri, a volte avrà ricevuto quel tipo di risposta.. pigra!
Ora, un fisico potrebbe dire che non c’è da meravigliarsi troppo, visto che è proprio tutto l’Universo ad essere pigro, nel senso che si basa su una delle sue leggi/regole fondamentali: il principio dell’azione minima
In breve, almeno da quel che posso capirne io, è un po’ come la storia delle gocce d’acqua che per andare da un punto ad un altro fanno sempre il tragitto più breve, e se trovano ostacoli non si fermano mai, li aggirano e riprendono la loro strada.
Siccome con gli esseri umani non è proprio tutto così lineare, non è che da quando uno nasce a quando uno muore basta mettersi qualcosa in testa per realizzarlo, a meno che non si sia liberisti, nel senso che uno fa tutto quello che vuole e se qualcuno si mette di mezzo peggio per lui, lo si elimina e si va avanti.
Ma c’è di più, perché se la storia insegna che è stata l’estremizzazione della borghesia liberale che ha portato al nazismo, qui potremmo anche non riferirci “solo” all’eliminazione fisica dell’altro, che è la più manifesta e visibile, ma alla caratteristica patologica del pensiero umano quando si ammala, quella cioè di far sparire gli altri esseri umani e che ovviamente può avere forme di gravità ed epiloghi diversi
Può essere il caso dei ragazzini “dimenticati” in autogrill dopo un rifornimento e un panino, e che sembrano non portare a conseguenze gravi (spesso si “risolvono” con tanto spavento e qualche battuta da parte di chi le agisce, ma con molta meno leggerezza da chi li subisce!) fino alle tragedie dei neonati “lasciati” in auto e non all’asilo..
Siccome la patologia mentale esiste, e anche spaventa, anche qui esistono diverse maniere per affrontarla, una di queste è negandola, compiendo cioè un’azione mentale (a volte inconscia a volte meno, ma nel secondo caso sono omissioni lucide!) strettamente imparentata all’annullamento ma se vogliamo meno.. “definitiva”
Sarebbe un po’ il principio della consapevolezza, per la quale se uno sta male lo sa o glielo fanno notare gli altri, per cui poi magari si muove verso una possibile terapia..
E finché rimaniamo nella medicina organica, dall’ortopedico all’internista al dentista in cui a comandare è il dolore, la sintomatologia che il povero paziente racconta, è quantomeno auspicabile che la ricerca sia la soluzione più rapida affinché a sparire sia il sintomo, mentre con la psicoterapia le cose vanno così fino ad un certo punto.
In primo luogo perché non tutte le persone cercano una cura ma piuttosto un sostegno, convinte magari a ragione che si tratti solo di un brutto periodo da attraversare, in secondo luogo perché non tutti i professionisti si trovano d’accordo sul fatto che la malattia mentale esista davvero o che si possa affrontare per cercare di risolverla, motivo per cui a sparire è tutto il paziente!
Mi riferisco alle varie correnti di pensiero cui fanno riferimento i diversi approcci, e che possono assumere forme e metodi più disparati.
Seguendo il principio dell’azione minima, che regola l’universo, e quella dell’utile, che regola il mondo, tra quelle più in voga ci sono le Terapie Strategiche Brevi, che altro non sono che la massima espressione delle tecniche cognitiviste:
Hai le ossessioni? Distraiti!
Soffri di attacchi di panico? Ragiona, sei mai morto? NO.. E allora lo vedi che sono convinzioni irrazionali!
Pensi che qualcuno ti stia spiando? Ma no, e perché mai dovrebbe, e poi fidati, qui c’è il segreto professionale..
Davvero, come scritto diverse volte su questo blog a ciascuno il suo, ci sta che uno non se la senta di farsi sta benedetta domanda sul “PERCHE’” sta male, però che un rapporto di fiducia come deve essere quello tra medico e paziente (che per di più sta male proprio perché di rapporti deludenti non ne può più) debba essere venduto perché “è il mercato, baby” mi fa davvero incazzare di brutto, forse perché mi ricorda tanto quel perchè si!
Mi riferisco all’articolo apparso giorni fa sul sito di Scomodo e ripreso dal Fatto Quotidiano che riporta l’inchiesta andata in onda su Rai News24 lo scorso Dicembre, in cui si denuncia come alcune piattaforme per la psicoterapia on-line condividessero i dati dei pazienti con alcune delle società BIG-TECH, notizia che spero bene non coinvolga i colleghi che con onestà e professionalità ci lavorano e per la quale lascio da parte ogni commento personale se non che..
Le cose non devono andare per forza così!!
Come se la delusione fosse un destino a cui sottomettersi o abituarsi, come se debba esserci sempre e per sempre la fregatura..
Gli esseri umani, se restano umani e magari stanno anche decentemente, non obbediscono alle leggi dell’universo né a quelle dell’economia liberale perché possono scegliere!
E’ il malato di mente che non può farlo.
E anche se le psicoterapie (nomi a parte) possono sembrare tutte uguali, non sono affatto come le gocce d’acqua, perché non cercano sempre la strada più breve, veloce o comoda.
La pigrizia, come la mediocrità, è il tarlo della mente.
Marco Randisi

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